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Un imprenditore italiano regala un milione e mezzo di euro ai suoi dipendenti

Quando i lavoratori dell’azienda Enoplastic, sul lago di Varese, hanno aperto la busta paga lo scorso dicembre sono rimasti increduli nel ricevere un inaspettato regalo di Natale. L’imprenditore Piero Macchi, il loro titolare scomparso lo scorso luglio all’età di 87 anni, aveva espresso, infatti, la volontà di destinare una parte della sua eredità ai suoi 280 dipendenti, con una cifra più o meno corposa in base all’anzianità, per un totale di un milione e mezzo di euro. Da duemila euro in più per i più giovani a diecimila euro per i più anziani: ad annunciarlo non solo i numeri positivi segnati sulla busta paga, ma anche una commovente lettera di ringraziamento da parte della moglie del defunto benefattore, Carla.


Ci siamo sempre considerati una grande famiglia e questo regalo di Natale è un segno di tutto questo”, commentano commossi i lavoratori che ricordano Piero come una persona sempre attenta alle loro esigenze, che “aveva a cuore le persone molto più delle macchine”. Appassionato di meccanica e di buon vino, nel 1957 Macchi aveva messo su uno stabilimento a Bodio Lomnago che presto è divenuto leader nella produzione di capsule, tappi e chiusure per l’industria enologica, dalle bottiglie di vino a quelle di spumante, arrivando a contare nel 2015, poco prima della sua morte, 280 dipendenti, 150 macchinari e quattro filiali in tre continenti (Spagna, Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda). Oggi l’azienda, gestita dai figli, continua a conservare il codice etico per cui la Enoplastic si è sempre contraddistinta come famiglia di persone, oltre che come azienda, dove chi va in pensione può candidare un parente al proprio posto e dove la sicurezza ed il benessere dei lavoratori sono considerati elementi essenziali per costruire un futuro migliore.
La notizia è stata resa pubblica dagli stessi dipendenti, mentre la famiglia aveva fatto di tutto per mantenere la riservatezza, in accordo con quella discrezione ed umiltà che hanno sempre connotato l’animo di Piero.


Una storia che commuove ma che spinge anche a riflettere su un mondo in cui spesso imprenditori e lavoratori si trovano dalla parte opposta della barricata, pronti a difendere unicamente i propri interessi e profitti. Macchi ha dato non solo una grande lezione di umanità, ma ha anche dimostrato che esiste una concreta possibilità di cambiamento e che solo attraverso la cooperazione ed il sostegno reciproco è possibile migliorare il presente e lanciare nuove sfide per il futuro.


Anna Rita Santabarbara
(10 gennaio 2016)



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