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2015, l’anno nero dei diritti umani

Secondo l'organizzazione umanitaria Amnesty International, il 2015 è stato l'anno in cui si sono registrate più violazioni dei diritti umani, senza contare guerre e attentati che hanno mietuto e continuano a mietere molte vittime innocenti.
La crisi in Siria che sembra non avere fine, l'ISIS che sta conquistando nuovi territori e la situazione in Libia hanno portato il mondo a fare parecchi passi indietro dal punto di vista dei diritti umani secondo i responsabili di Amnesty e la situazione non potrà che peggiorare.


Conflitti, guerre, crimini di guerra e contro l'umanità sono in drammatica crescita, senza contare che molti atti criminosi commessi nelle zone di guerra non vengono mai denunciati, e quello che più spaventa Amnesty è l'indifferenza con cui le istituzioni internazionali stanno affrontando questi problemi.
Il Segretario Generale dell'organizzazione Salil Shetty ha spiegato: “Amnesty International documenta e condanna fermamente le violazioni dei diritti umani da parte di gruppi armati come lo Stato islamico, Boko Haram, i gruppi militari curdi YPG e PKK, ma le azioni di questi gruppi non possono essere usate dai governi come giustificazioni per violare a loro volta i diritti umani e ottenere un vantaggio nel breve termine, che si tratti della sorveglianza di massa attuata negli Stati Uniti, della legge contro le Ong in Russia, della Turchia o della Nigeria che usano le forze di sicurezza contro la loro stessa popolazione”.
Amnesty ha criticato duramente anche la gestione europea dell'emergenza immigrazione perché non si è riusciti a dare a chi scappa da guerre e carestie una protezione dignitosa e si lasciano migliaia di persone in campi insicuri a malsani in precarie condizioni igieniche.


Quello che l'organizzazione umanitaria chiede è l'abolizione totale della pena di morte e la fine di ogni tortura e discriminazione; anche l'Italia, secondo Amnesty, ha ancora molto lavoro da fare perché ci sono ancora tante discriminazioni nei confronti del popolo rom, non è stato introdotto il reato di tortura e non c'è ancora il pieno riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto.





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