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Argentina, muore un piccolo delfino: ad ucciderlo i selfie

È successo in Argentina, sulla spiaggia di Santa Teresita, a circa 350 Km a nord-ovest da Buenos Aires. Un cucciolo di delfino che nuotava non lontano dalla riva è stato tirato fuori dall’acqua e portato sulla spiaggia dai bagnanti per essere immortalato in un selfie che, purtroppo, si è rivelato fatale.


Passando di mano in mano, tra la folla eccitata che brandiva cellulari e fotocamere e si accalcava sempre di più attorno al povero animale, il piccolo delfino non ce l’ha fatta ed è morto poco dopo per disidratazione, lontano dall’acqua e sotto il sole cocente del Sud America. Il video dei suoi ultimi istanti di vita è stato poi diffuso in rete ed ha suscitato l’ira del web che si è ribellato contro questo spregevole comportamento, testimone della “crisi di umanità” del nostro tempo. Dopo avere abusato del piccolo, infatti, quando si sono resi conto che non respirava più, i bagnanti, senza pensarci due volte, hanno abbandonato il corpicino senza vita su quella stessa spiaggia, come fosse un giocattolo vecchio ormai inutile.
La Fondazione ambientale del posto, la “Wildlife Foundation Argentina”, ha lanciato un appello alla popolazione, ricordando che questo cucciolo sfortunato apparteneva ad una specie, la Franciscana, dichiarata “vulnerabile” dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), in quanto esistono meno di 30.000 esemplari che nuotano lungo le coste dell’Argentina, del Brasile e dell’Uruguay.


Ucciso dalla mania dei selfie, dunque. Questo delfino è stato vittima innocente di una società senza regole e priva di sensibilità, che manifesta ogni giorno di più la propria pericolosità. Il video diffuso in rete appare, infatti, simbolo di un mondo votato unicamente all’apparenza e che, pur di raggiungere i propri obiettivi, è disposto a calpestare tutto e tutti. Probabilmente tra qualche giorno questo fatto passerà nel dimenticatoio, come le tante notizie che ogni giorno vengono diffuse in rete, sui giornali o in televisione. Nel suo racconto natalizio, Favola in bianco e nero, lo scrittore italiano Mauro Corona aveva affermato che le notizie non durano più di tre giorni: tempestato da informazioni sempre nuove e diverse, l’uomo del XXI secolo è ormai incapace di trattenere qualcosa. Il tempo che lo stupore per un evento si esaurisca, e tutto torna come prima. Non c’è memoria né ricordo e, di conseguenza, non vi è neppure coscienza e consapevolezza.



Ma, affinché questo delfino non sia morto invano, nei prossimi giorni e nei prossimi mesi ognuno di noi dovrebbe porsi una domanda: le vere bestie sono gli animali?





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