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Il ruolo dell'immagine nell'Occidente

Qual è e quale è stato il ruolo dell'immagine nell'Occidente? Risulta ben evidente che nella sua storia e nella sua tradizione l'Occidente ha sempre posto in rilievo e quasi esaltato il ruolo dell'immagine.


Bisogna partire dall'antichità classica, da quando Platone parla, in un senso anche prettamente filosofico, dell’idea. L’eidos è ciò che si vede, che può essere visto. In un certo senso si tratta del primato della facoltà visiva rispetto a tutte le altre facoltà, che è tipico dell'Occidente. Altre civiltà, ad esempio quella semitica, pongono in risalto il ruolo dell'ascolto piuttosto che quello della visione. Perché oggi, in Occidente predomina il ruolo dell'immagine? Proprio perché la nostra cultura (e tradizione) converge verso tale direzione, cioè nell'esaltazione dell'immagine, della visione che, a differenza di altre civiltà, ne hanno fatto un punto di focalizzazione molto importante. Oggi tutto è diventato immagine in Occidente. L'essere stesso in sé è "immagine":
"L'epoca dell'immagine del mondo", "l'era delle visioni del mondo" sono modi di dire emblematici a tale riguardo. Bisogna anche riconoscere che l'avvento e la presenza massiccia della tecnologia ha continuato e continua a sollecitare "la nostra percezione visiva". Ma ciò non è una novità, ha radici nella lunga tradizione occidentale che ha come baricentro il vedere. Anche il linguaggio filosofico, che può sembrare più atto alla dimensione del pensiero e non della visione, è dominato in realtà da termini che indicano l'immagine, la visione. Anche il linguaggio artistico è radicato nella potenza dell'immagine. Ogni generazione umana, infatti, da secoli fino ad oggi si è inventata una sua forma e un suo linguaggio artistico basati sull'immagine. Il linguaggio dell'arte, quindi, ha a che fare con il vedere, il rappresentare, il percepire; anzi, ne è come il fulcro senza il quale l'arte, in Occidente, non sarebbe mai stata possibile. Fino a che, in Occidente, dominerà l'immagine, continueranno ad esserci artisti e l'arte continuerà ad esistere. L'arte pop, maggiormente, ci ha resi consapevoli della forza straordinaria dell'immagine e ci ha fatto comprendere come questa sia quasi un destino per l'Occidente.


La plasticità delle cose messe a fuoco dalla visione risalta da sempre, in Occidente, quasi come una realtà sublime, elevata; una capacità unica di essere e di mostrarsi al resto del mondo. La visione è in grado di far spaziare la mente e lo sguardo a trecentosessanta gradi. In mezzo al caos delle immagini subliminali odierne vi è sempre spazio per pensare, ricreare, ripensare, immaginare ancora un qualcosa di puro, di primordiale, di essenziale anziché produrre ancora una volta visione e percezione.


Francesca Rita Rombolà




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