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Intervista con Sandro Felice Leo, direttore artistico del Testaccio di Roma

È un piacere incontrare Sandro Felice Leo, direttore artistico del teatro Testaccio di Roma, regista e autore teatrale.

Benvenuto Sandro, quando hai iniziato la tua carriera di autore teatrale e regista?
Come autore non ho nessuna carriera, anzi non ho scritto molto, mentre la mia esperienza come regista è iniziata nel 2002.

Sei direttore artistico del teatro Testaccio, nel cuore di Roma, da quanto tempo ricopri questo ruolo?
Da pochissimo tempo, sono un neofita… Ho iniziato la gestione del Testaccio e la direzione artistica a luglio del 2015.


Quali difficoltà incontri come direttore artistico nel portare avanti il tuo lavoro?
Le difficoltà sono notevoli e spesso insormontabili. Ormai quando si vuole promuovere la cultura, tutti si nascondono e fuggono come se si parlasse di un virus pericoloso, per “tutti” intendo le amministrazioni, lo Stato, coloro che ci governano.

Hai portato in scena Roma alla finestra: due atti unici - Il Marchese Don Giovanni e Abatjour con la tua regia. Mi racconti di questi due atti unici, cosa hai voluto rappresentare?
Ho voluto rappresentare Roma in due aspetti sociali diversi. La Roma bene, quella di un ricco, avido e furbo e quella do un povero padre onesto ed innamorato di sua figlia. Ho voluto accarezzare situazioni sociali che ancora oggi arricchiscono pagine di giornali. Roma è la mia città e spesso non posso fare a meno di renderla protagonista nelle mie storie o in quelle che rappresentano le mie emozioni.



Curi anche il laboratorio teatrale del teatro Testaccio, cosa ti proponi di fare con questo laboratorio?
In un laboratorio come questo, di primo livello, bisogna essere molto generici e non approfondire più di tanto alcuni temi. Cerco di entrare in sintonia con tutti gli allievi, conoscerli e ad ogni uno di loro dare i giusti elementi per essere padroni del proprio corpo e della propria mente. Sarò cinico nel dire che il laboratorio servirà per iniziare il cammino di nuovi attori, ma sarà anche l’occasione per alcuni di capire che il teatro non fa per loro. Purtroppo invece, per molte scuole sono tutti adatti a fare gli attori… basta che paghino.


Preferisci insegnare, dirigere o fare l’autore teatrale?
Adoro fare teatro, mettermi in gioco sempre, ma da un po’ di tempo amo insegnare. Intanto aspetto il salto di qualità come regista.

Progetti futuri?
Sto vivendo un periodo intenso della mia vita, tanti incontri tante collaborazioni con artisti importanti. Saranno loro a stimolare i miei progetti.


Ringrazio Sandro Felice Leo per la gentilezza dimostratami e gli faccio un sincero in bocca al lupo per il suo splendido lavoro.




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