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Nasce il nuovo movimento politico di Varoufakis

Era passato in sordina durante le ultime elezioni greche, ben sapendo che Tsipras avrebbe vinto ma non convinto il suo elettorato. Ora, svariati mesi dopo le sue dimissioni da ministro delle Finanze, è tornato a farsi sentire.
Yanis Varoufakis ha fondato un nuovo movimento politico di nome DiEM25 (Democracy in Europe Movement 2025), che verrà presentato il 9 febbraio al teatro Volksbühne di Berlino. Proprio nel cuore dell’Europa rigorista, Varoufakis presenterà la sua visione alternativa di Europa, con l’ambizione di creare un movimento paneuropeo. Lo scopo del DiEM è la democratizzazione dell’Unione Europea, i cui processi decisionali sono oscuri alla gran parte dei cittadini del vecchio continente.



Il manifesto del DiEM sostiene che l’Europa sia in declino e che si presentino due scenari principali: l’accettazione passiva dell’Unione Europea così com’è o il prepotente ritorno degli Stati nazionali. Varoufakis sul suo blog parla addirittura del rischio di un ritorno agli anni ‘30. La terza via proposta da DiEM è invece la riforma radicale dell’Unione, rendendo la burocrazia europea trasparente e responsabile davanti al popolo. Altri punti fondamentali del programma sono il governo della finanza internazionale, la lotta contro la disuguaglianza, lo sviluppo sostenibile e l’anti-militarismo.
Varoufakis intende quindi creare una connessione tra movimenti sociali come Blockupy e la maggioranza “silenziosa” della popolazione. Di fatto, nei contenuti il nuovo movimento assomiglia molto a Syriza, ma con la volontà di andare fino in fondo e non cedere alla troika. La sera stessa della vittoria del “no” del referendum greco, Tsipras disse a Varoufakis di voler assecondare la troika, il che spinse l’ex ministro a dare le dimissioni. Varoufakis aveva pronto un piano B per il ritorno alla dracma, una sorta di sistema di pagamento parallelo con la collaborazione dell’agenzia delle entrate greca. Tuttavia, il nuovo movimento DiEM non è favorevole all’abbandono dell’euro. Varoufakis sostiene che l’Euro è stato un disastro, ma che uscirne sarebbe peggio. L’unica soluzione resta democratizzare l’Europa. Quello che hanno provato a fare in parecchi prima di lui, in particolare Altiero Spinelli, ma con scarsi risultati.


Il 2025, anno che appare nel nome del nuovo movimento, rappresenta il limite di tempo massimo per cambiare l’Europa. Dopo quella data, secondo Varoufakis, non ci sarà più niente di salvabile. Non c’è dubbio che la democratizzazione dell’Unione Europea, insieme alla crescita economica, sia una delle sfide fondamentali del prossimo decennio. Non dimenticando però l’importanza di alcuni principi economici, tra cui il libero scambio e la sostenibilità del debito pubblico, che hanno consentito lo sviluppo del nostro continente dagli anni ‘50 in poi.


Gloria Gattoni



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