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Stabilimenti della Coca-Cola nocivi in India: accolte le proteste dei contadini

La multinazionale americana Coca-Cola ha deciso di chiudere tre impianti in India, dove venivano imbottigliate le bevande. Sono dieci anni che gli autoctoni si stanno muovendo con manifestazioni di protesta contro il colosso di Atlanta e la Pepsi-Cola, ritenute responsabili di rubare le risorse idriche indirizzate alle campagne e soprattutto di creare danni incredibili al terreno, rilasciando prodotti chimici per il riutilizzo delle bottigliette.


I contadini si lamentano dell’ingente utilizzo dell’acqua da parte delle due aziende per produrre le bevande, danneggiando l’agricoltura. Quindi grandi cambiamenti in vista per l’India, dopo che l’Hindustan Coca-Cola ha deciso di rivedere il lavoro delle 24 società presenti nel Paese e di chiudere tre impianti di imbottigliamente, precisamente nel Meghalaya, nell’Andhra Pradesh e a Kaladera.


Che ne sarà degli impianti chiusi? L’azienda sostiene di volerli utilizzare come magazzini. “Siamo contenti – asserisce Mahesh Yogi, un leader della protesta contro il maxi colosso americano – gli impianti consumavano il livello delle falde lasciandoci senz'acqua per irrigare i campi”.


Valentina della Rocca



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