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The Hateful Eight: il ritorno del genio Tarantino

Il secondo western di Quentin Tarantino è The Hateful Eight, i terribili otto: sette uomini e una donna. I film del regista americano sono sempre un evento e anche questo non è da meno: dura 2 ore e 48 minuti, è girato in 70 mm con lenti anamorfiche Panavision in un formato che non si vedeva sul maxischermo dagli anni ‘60, è quasi interamente stato girato in una stazione di posta e la colonna sonora è del maestro Ennio Morricone, che per questo film si è già aggiudicato un Golden Globe.


Nella suddetta stazione, nel Wyoming, dopo la guerra civile americana si rifugiano otto sconosciuti, il cacciatore di taglie John Ruth (Kurt Russell), la sua prigioniera bandita che riempie di botte Daisy Domergue (Jennifer Jason Leigh), un presunto sceriffo (Walton Goggins), l’ex schiavo Marquis Warren (Samuel L. Jackson), il generale confederato Sanford Smithers (Bruce Dern), il boia di Red Rock Oswaldo Mobray (Tim Roth), il cowboy Joe Gage (Michael Madsen) e Bob (Demian Bichir), l’uomo che si occupa del locale che li ospita.


The Hateful Eight è la storia di uomini in fuga nelle nevi del Wyoming e nessuno è quel che sembra; i personaggi che mascherano la propria identità sono sotto copertura e la loro sopravvivenza dipende dalla riuscita delle loro azioni. Il film si trasforma in una spy-story, passando dal western al thriller (si sa, Tarantino ama mescolare diversi generi), una giostra di toni differenti che spiazzano positivamente gli spettatori. In fase di sceneggiatura il film ha mutato spesso il suo aspetto; il finale a sorpresa può piacere o meno ed ha una sfumatura horror ben marcata. 


L’ottavo film di Tarantino ha fatto già discutere e creato polemiche per il fatto che i suoi personaggi dissertano troppo sulla differenza tra “giustizia legale” e “giustizia di frontiera”, tema quanto mai attuale negli Stati Uniti. È stato definito un film politico, ma Tarantino ha il suo stile e i suoi film fanno discutere. The Hateful Eight è un western-horror che rispecchia il mondo, che tratta di sentimenti attuali, di lotta di classe, giustizia vera e sommaria. Il film rispecchia il suo regista, un talento controcorrente. Gli otto odiosi sanno vivere e insegnare.


(1° febbraio 2016)

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