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Transnistria: storico avvicinamento all'UE

Non tutti sono a conoscenza dell'insolito fatto che vede sorgere, nell’Europa orientale, lungo una striscia della Repubblica di Moldavia che percorre da nord a sud il confine con l'Ucraina, lo Stato della Transnistria. Posta sulla sponda est del fiume Nistro dal quale ne prende il nome, la Transnistria (ufficialmente Repubblica Moldava di Pridniestrov) è de facto uno Stato indipendente che conta oltre mezzo milione di abitanti e il cui sistema di governo è una Repubblica presidenziale. Questo Stato, non essendo tuttavia riconosciuto dall’ONU, è in realtà come se non esistesse giuridicamente, rimanendo quindi parte integrante ad iure della stessa Repubblica di Moldavia. 



Il territorio in passato faceva parte di uno degli Stati dell’URSS, ovvero la Repubblica Socialista Sovietica di Moldavia. Negli anni ottanta, con l’avvento della perestrojka, le leggi sulla lingua introdussero l’alfabeto latino per la RSS di Moldavia. Tuttavia, soprattutto ad est della Repubblica, dove sorge appunto la regione della Trasnistria, la maggioranza della popolazione era di lingua russa e da essa partirono pressanti richieste per mantenerla come lingua ufficiale, le quali vennero duramente represse. Ne conseguì che, nel 1990, la leadership locale della regione organizzò un referendum popolare, e ne risultò che oltre il 90% degli elettori era favorevole a staccarsi dalla restante Moldavia. Questa puntava a divenire un nuovo stato dell’URSS, ma nel 1991 l’inizio del crollo dell'Unione fece saltare il progetto, e il 24 agosto del 1991 il Parlamento della Repubblica Socialista Sovietica Moldava dichiarò la propria indipendenza dall’URSS e nacque così la Repubblica di Moldavia, che includeva peraltro anche la Transnistria, la quale però non si dà per vinta ed il giorno successivo, con il Soviet Supremo, dichiara a sua volta la propria indipendenza proclamandosi Repubblica Sovietica Pridnestrova con capitale Tiraspol.


Nel 1992 scoppiò una guerra tra i i due lineamenti: molti volontari rumeni combatterono per la Repubblica di Moldavia, a cui rispondevano per la Transnistria i civili e i volontari russi e ucraini e successivamente anche la 14° Armata Russa. La Republica di Moldavia, trovatasi in inferiorità numerica, ebbe la peggio. In seguito, lungo il confine dei due territori, fu instituita una zona di sicurezza controllata da una Forza di pace congiunta composta da militari provenienti da Russia, Repubblica di Moldavia e Transnistria. Nel 1998 si aggiunsero anche 10 osservatori militari ucraini. Nel 1993 l'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) ha avviato una missione moldava, e nel 1995 ha aperto anche un ufficio a Tiraspol per cercare un negoziato tra le due parti. Nel 2003 gli Stati Uniti e l'Unione Europea hanno imposto alcune misure restrittive alla leadership della Transnistria. In questi mesi, nonostante lo stretto legame con la Russia dalla quale è sempre stato tenuto "sotto l'ala" e alla quale chiese l'adesione nel 2014, lo Stato dell'est si sta sorprendentemente avvicinando verso l'Europa occidentale: le sue autorità vorrebbero che l'Unione Europea estendesse la DCFTA (Deep and Comprehensive Free Trade Area) anche alla loro Repubblica. La DCFTA fa parte dell'Accordo di associazione dell'Ucraina all'Unione europea entrato in vigore lo scorso 1° gennaio e ne riguarda la parte economica. Bruxelles accorda tale concessione alla Transnistria a condizione che questa, entro due anni, rimuova i dazi sui prodotti europei e si conformi alle regole dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). La Repubblica slava ha accettato tali condizioni, ma si tratta pur sempre di uno Stato che formamente l'ONU non riconosce, per cui la situazione generale presenta le sue complicazioni. Vedremo in futuro quali saranno le sorti di questo singolare Stato de facto.

Luca Caregnato 

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