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Unioni civili e adozioni: che si prenda il meglio del meglio

Per alcuni è giusto che le coppie omosessuali abbiano figli, altri invece ritengono importante crescere i piccoli con entrambe le figure genitoriali: questi due scuole di pensiero devono essere rispettate e giuridicamente tutelate, o almeno così dovrebbe essere. Una società matura deve saper valorizzare la differenza, non mortificarla.


In Italia invece sembra si cerchi la parità a tutti i costi a prescindere, gli sponsor delle “famiglie arcobaleno” sostengono che i bimbi possono avere tranquillamente due papà in quanto i ragazzi crescono meglio in una famiglia allargata mentre la controparte apre sì ai diritti per le coppie gay ma si arrocca sul concetto che si nasce da uomo e donna e da lì si deve ragionare, “snobbando” le ricerche condotte che invece dicono che i figli di coppie omosessuali mostrano uno sviluppo psicologico non dissimile dagli altri bambini.
L’adozione del “figliastro” (stepchild adoption) – come brutalmente viene definita questa norma giuridica – che troneggia da settimane su tutte le prime pagine dei quotidiani nazionali, permette l’adozione del figlio del coniuge con il consenso del genitore biologico, previa disposizione del Tribunale che effettuerà uno screening sull’idoneità di colui che ne chiede l’adozione. Questa è una norma nata circa trent’anni fa, viene applicata solo alle coppie eterosessuali e solo recentemente si punta ad estenderla alle coppie omosessuali, anche se in Italia non è riconosciuto né il matrimonio né altre forme di unione di persone dello stesso sesso.


Se ogni libera scelta comporta delle conseguenze, per il rispetto dei minori, meglio sarebbe far tesoro delle esperienze di altre nazioni, addirittura copiandone le metodologie. Se in Italia certe cose non funzionano e certe normative non sono chiare, si prenda il meglio che c’è dall’estero, che funziona e che ha prodotto buoni risultati e lo si importi pure da noi. Perché scervellarsi e dibattere per settimane a colpi di scoop elettorali e propagandistici facendo tutto ex-novo e non copiando virtuosamente da chi già ha saputo far bene? Non ci vuole molta fantasia e si fa prima, se c’è un modello che già funziona, portiamolo da noi. Perché i nostri “addetti ai lavori” dovrebbero saperla più lunga dei loro pari di altre nazioni dove le cose in questo campo funzionano meglio?
Qual è il posto nel mondo dove queste norme “della famiglia” garantiscono sicurezza ed affidabilità? Se ce n’è uno dimostrino, i nostri esperti in materia, di non essere sciovinisti ed egocentrici e riconoscano a quei legislatori di aver saputo far meglio di loro. Basterà diventare più umili e “copioni”, perché prendere il meglio del meglio è meglio per tutti!


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