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Costa d’Avorio e Turchia, il turismo sotto attacco

Con gli attentati che hanno insanguinato la Costa d'Avorio e la capitale turca Ankara, i terroristi hanno di nuovo voluto mandare il chiaro segnale che il turismo per loro è un bersaglio da colpire perché i turisti sono visti come nemici portatori di idee e di abitudini che possono influenzare negativamente la popolazione locale.


L'attacco in Costa d'Avorio si è concentrato su due hotel di lusso nella località balneare di Grand-Bassam, molto conosciuta dai turisti occidentali e anche dagli uomini d'affari che trattano accordi commerciali con il governo ivoriano. La spiaggia era piena di persone che prendevano il sole e parlavano tra loro e nessuno si sarebbe mai aspettato che tutto si sarebbe presto trasformato in una tragedia. Come per gli attentati di Sousse, anche in questo caso gli assalitori sono arrivati dal mare e hanno cominciato a sparare sui bagnanti; si è subito scatenato il panico e tutti hanno cominciato a correre in cerca di un riparo. Alla fine sono stati ben 16 i morti nell'attacco, tra cui almeno 4 erano turisti europei, mentre gli assalitori sono stati uccisi dalle forze di sicurezza ivoriane dopo un lungo ed estenuante conflitto a fuoco.
Poche ore dopo ad essere presa di mira è stata la capitale turca Ankara, nello stesso punto in cui a febbraio erano stati uccisi alcuni militari turchi; in questo caso ad uccidere è stata un’autobomba piena di tritolo lanciata a folle velocità contro una fermata dell'autobus. Il quartiere colpito è stato quello di Kizilay, in pieno centro con tanti negozi e anche qui tanti turisti stranieri che affollavano le vie e i centri commerciali; di nuovo il turismo è diventato un nemico da combattere. Il bilancio è stato di ben 37 morti e tantissimi feriti, di cui molti sono ancora in condizioni critiche ricoverati nei maggiori ospedali della zona e si teme che presto possano andare ad ingrossare il numero delle vittime.


Tra gli attentatori suicidi c'era anche una giovane donna, una studentessa universitaria, che da poco si era avvicinata alle idee radicali del PKK, il partito curdo da molto tempo inserito dal governo turco nella lista delle maggiori organizzazioni terroristiche. I due attentati hanno pienamente dimostrato che i luoghi turistici, con i loro negozi e gli hotel di lusso, sono diventati un bersaglio per il terrorismo internazionale che vorrebbe instillare in tutti noi la paura di uscire e di viaggiare.


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