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I giorni Blu di Bologna

Sabato 12 marzo i muri che ospitavano le opere donate dall'artista Blu alla città di Bologna sono stati scrostati e ridipinti per decisione dello stesso artista. L'azione di protesta nasce a causa dell'inaugurazione della mostra Banksy & Co. dedicata alla Street Art, organizzata da Genus Bononiae che comprende tra le varie opere anche quelle dell'artista, staccate dal luogo d'origine per esporle in un ambiente convenzionale quale quello di Palazzo Pepoli.


Il comitato organizzativo giustifica l'azione dicendo di aver cercato di contattare l'artista senza tuttavia ricevere risposta.Questo tipo di esposizione priva questo genere di opere della sua natura e dell'idea iniziale che le aveva fatte nascere.
La Street Art è una forma d'arte che vuole uscire dalle gallerie per donarsi spontaneamente alla sua società e alla quotidianità che la circonda e, anche la scelta del muro è spesso figlia di un'attenta cura e decisione.Sebbene, col tempo, gli artisti più in voga abbiano perso la purezza iniziale e il concetto di fondo di espressione d'arte che si sottrae dal mondo spesso chiuso in sé stesso degli addetti ai lavori, ci sono ancora esempi diversi di artisti, come lo stesso Blu, che ritengono giusto non affidare la propria creatività e metterla in vendita.


La protesta ha un seguito: Partecipa per non partecipare avrà luogo il 18 marzo e ha raccolto già molte adesioni. L'azione di protesta forte, coraggiosa, spregiudicata dimostra che al mondo i valori e gli ideali sono ancora la spinta che muove alcune grandi menti e cuori ed è per questo un atto forte e fonte di ispirazione e riflessione anche se quei muri grigi e scrostati sono una grossa perdita per chi ama questa città.


Alessia Del Fiore


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