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Intervista a Francesco Trimani, cantautore torinese

Benvenuto Francesco Trimani, sei un cantautore emergente ma con già una lunga gavetta alle spalle, con una bella voce e tanta voglia di raccontare storie. Dimmi, sei un autodidatta oppure hai studiato musica e composizione?
Sono un autodidatta, ho imparato a suonare la chitarra da un amico nel lontano 1991… con le conoscenze di base, ovvero gli accordi, sono riuscito a creare melodie alle quali ho aggiunto le parole diventando canzoni.


Com’è iniziata la tua carriera?
Tutto comincia nel 1991 quando, alle scuole superiori, incontro Alessandro Zamboni (con cui formeremo successivamente il duo Senso Unico) e incuriosito dallo strumento che suonava (la chitarra) gli chiesi di insegnarmi. Da quel momento cominciai a scrivere canzoni e non mi sono più fermato. Nel 1994 frequentai un corso di tecnica vocale con la soprano Ester Valabrega che mi servii molto per scoprire la mia timbrica vocale.

Nel 1995 incontri il produttore Manu Saladino che ti fa creare un gruppo dal nome Senso unico e esce un mini CD omonimo. Nel 2000 però il gruppo si scioglie e incominci la tua carriera da solista. Da allora com’è proseguito il tuo viaggio nella musica?
Sì, all’epoca c’erano ancora le musicassette, il mini album conteneva quattro brani inediti e una cover (La canzone del sole di Lucio Battisti). Nel 2000 comincia la mia strada da “solista” ma nello stesso momento entro nel mondo del lavoro e il tempo a disposizione per seguire la musica è sempre meno. Nel 2010 scelgo di ritornare alla musica facendo una scelta che cambierà drasticamente la mia vita… lascio un lavoro “fisso” per vivere esclusivamente di musica… facendo cosi l’artista a “tempo pieno”.



Nel 2014 finalmente esce finalmente un tuo CD intitolato L’inizio: quali difficoltà hai incontrato nell’affacciarti nel mondo musicale?
Le difficoltà sono state legate (nel mio caso) ad un discorso esclusivamente economico… non avendo avuto un’etichetta discografica che poteva permettersi di produrre e promuovere la mia musica, ho dovuto affrontare io la spesa, e soltanto con le mie serate non sarei mai riuscito a realizzare l’album, quindi devo molto alla mia famiglia che mi ha aiutato in tutto e per tutto per realizzare questo sogno. Quindi continuo a produrre musica a spese mie (con molte difficoltà) nella speranza che si accorga di me un’etichetta discografica disposta ad investire sulla mia musica.

Arriviamo al progetto A Torino c’è, un brano dedicato alla tua città e di cui c’è un bellissimo video che invito tutti a guardare su YouTube. Di cosa parla la canzone?
A Torino c’è è un inno alla bellezza e alla storia della mia città ed è un invito a chi non la conosce ancora di venirla a visitare, e a riscoprirla a chi già ci abita. È una canzone che parla anche di speranza (non a caso ci sono dei bambini nel video) e di multietnicità (Yelewna, la ragazza che canta con me il ritornello, è per metà di origine africana).


Come è venuta fuori l’idea di questo omaggio a Torino?
Ogni volta che passeggio nel centro della mia città vengo investito dalla sua bellezza disarmante ed ogni volta è come fosse la prima volta… poi, un giorno ero con degli amici in centro (ed ogni volta ripeto la solita frase: ma ci rendiamo conto che viviamo in una città meravigliosa? – aprendo le braccia al cielo come San Francesco, lo faccio anche nel video quando parte il ritornello) ed uno di loro mi fa: “Senti, visto che ogni volta dici la stessa cosa perché non scrivi una canzone”? Il desiderio era fermo lì da tempo, tornato a casa, appena mi sono seduto e ho imbracciato la chitarra, è nata la canzone.

Sei un grande tifoso del Torino calcio, infatti, in occasione della partita di domenica 6 marzo Torino-Lazio, prima della gara, i tifosi hanno avuto modo di ascoltare l’inno del Toro, da te scritto. Chi ti ha proposto di scriverlo?
La mia grande passione è sempre stata (ed è tutt’ora) la musica, il calcio non l’ho mai seguito con grande interesse. L’inno dedicato al Grande Torino nasce durante la scrittura di A Torino c’è. Mentre mi documentavo sulla storia della mia città mi sono imbattuto nella storia del Grande Torino che mi ha emozionato a tal punto da fare nascere quest’inno e a farmi diventare un tifoso del Toro. Da inizio stagione, ogni volta che il Toro gioca in casa, l’inno viene riproposto allo stadio e domenica si è coronato un mio sogno, quello di cantarlo in campo dal vivo! Ringrazio ovviamente la società che mi ha fatto vivere questa grande emozione.

Quali sono i tuoi attuali progetti musicali?
A breve usciranno due brani inediti con i relativi videoclip, e sto pensando ad un altro album.

In bocca al lupo a Francesco Trimani, invito a visitare il suo sito e a seguirlo su Twitter (@Trimani1977).






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