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Italia-Francia: no, stavolta non parliamo di calcio

Oramai è palese, non tutte le notizie che dovrebbero circolare nel nostro Paese arrivano davanti ai nostri occhi. Puntando precisamente il dito su uno specifico caso, parliamo oggi del caso del territorio marittimo al Nord della Sardegna che è stato regalato alla Francia.
I pescatori di quelle zone hanno letteralmente bloccato le Bocche di Bonifacio (lo stretto di circa undici chilometri che divide la Sardegna dalla Corsica), reclamando al governo Renzi di “lasciare stare i confini italiani”.


Secondo la Farnesina, l’accordo con i francesi è stato stabilito “per stabilire dei confini certi alla crescente proiezione di entrambi i Paesi sulle porzioni di mare ad essi prospicienti e alla luce della sopravvenute norme della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto di mare (UNCLOS, 1982)”. L’UNCLOS è un trattato che sostituisce l’antica “libertà dei mari” (i diritti nazionali sul mare si estendevano per tre miglia nautiche) e definisce i diritti di ogni Stato sull’utilizzo dei mari e degli oceani, sull’ambiente e sulla gestione delle risorse. L’UNCLOS è stato accolto in Italia nel 1994.



Con l’accordo di Caen (2015) viene assegnata alla Francia la fetta di mare che era considerato facente parte delle “acque internazionali” e che Italia e Francia condividevano di consuetudine. Oltre a questo vi sono degli accordi postumi che riguardavano determinate zone territoriali o aree di pesca, ed è proprio con questi diritti che i francesi hanno cominciato a sequestrare pescherecci sardi e liguri che navigavano in quelle zone marittime grazie all’accordo di Caen, chiedendo incredibili cauzioni per il rilascio appunto. A questo punto possiamo ben capire come i francesi non avevano alcun diritto, visto che l’accordo di Caen doveva entrare in vigore solo dopo trascorsi sessanta giorni dalla ratifica di entrambi i Parlamenti nazionali. L’Italia non dovrebbe quindi, già per questo motivo, ratificare il trattato. È già stato violato!
I pescatori non ci stanno, non rinunciano alla loro attività e quindi hanno promesso battaglia. “Come fate a prendere le decisioni sulla nostra pelle? Rivogliamo il nostro mare subito senza questa questione del diritto di pesca. Vogliamo che tutto torni come prima”. Altre manifestazioni verranno a seguire. La nostra patria non si vende.


Riccardo Giosi

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