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L’evoluzione della società: lui, lei e la terza via

Dopo la fedeltà e l’armonia sessuale, quel che contava fra lei e lui era una buona gestione della routine quotidiana perché il trucco per “resistere” era nessun dubbio, che fosse lui ad occuparsi della spazzatura non importava, l’importante era che si sapesse a chi toccava e idem per la nanna dei piccoli o per la cena: Co.Co.Co., collaborazione coordinata e continuativa. Se lei preparava la cena, lui sistemava cane, gatto e pesce rosso e che nessuno interferisse nel lavoro dell’altro.


Oggi non è più così, le situazioni “social” sono cambiate ed altre figure stanno comparendo in una sorta di terza via anche nella sfera degli affetti, vessati ed emarginati da sempre ma che ora sogna pieni diritti; né uomini né donne ma semplicemente “Hijra”, un genere a parte con o senza intervento chirurgico, corpo biologico maschile ma identità femminile. Gli eunuchi, ad esempio, vengono considerati tali in quanto da giovanissimi sono stati privati dell’apparato genitale.
È solo da poco tempo che dal punto di vista giuridico qualcosa sta cambiando a loro favore, ossia sesso “indeterminato” per identificare i neonati, risvolti pratici per accedere finalmente a diritti di base quali istruzione, sanità e casa e soprattutto sembrano appena dietro “l’angolo legislativo” ulteriori forme di protezione per questa nuova forma di identità come la registrazione “Hijra” su documenti ufficiali come passaporti e carte identità.
Finirà (o è già estinto) l’uomo che taglia la legna e usa il cric e la donna che lava, cuce e prepara la cena, le missioni ed i cambiamenti dalla nostra società lo impongono, anche perché le pratiche sessuali oggi non definiscono più l’identità di una persona; il maschio che vede la ragazza nel prato, se ne innamora e la carica sul suo cavallo bianco oggi è politically incorrect, una nullità dentro relazioni e sessualità che sono invece “costruite” dalla A alla Z.
Alle società future non serviranno certamente gli uomini di oggi che non si radono più la barba, come a dire: “Donne potete essere come noi ma questo è un confine da non superare”. Conteranno poco anche quelle donne sensibili e multitasking, ossia tacco 12 e sneakers, che a poco a poco hanno “invaso” il territorio dei maschietti, in casa al lavoro e nel potere, prima apparendo come femmine da proteggere poi pretendendo l’impossibile, tutto e subito.


L’effimera bandiera dei transgender Conchita Wurst, più drag queen che altro, sta lasciando spazio invece ad una terza via, composta da identità di genere diversa in quanto sembra essere questo il più accreditato testimonial del cambiamento dei tempi.
Lei e lui che per necessità o scelta ancora sono i primattori della nostra società non saranno più i soli a dover scegliere in prima persona, in un futuro molto prossimo cambierà volto chi si prenderà in carico la gestione della famiglia, che oggi è di solito lei. Lui dal punto di vista teorico è ancora super-evoluto e il suo parere sul mondo, sui doveri e sulla parità dei sessi è scolpito a fuoco sulla pietra, in salotto incanta sì la platea degli amici mentre lei sparecchia e carica la lavastoviglie… ma non sarà così ancora per molto.


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