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Terrorismo, nuovi allarmi in Europa

Dopo gli attacchi di martedì a Bruxelles l'allarme attentati è tornato a risuonare forte in tutto il mondo occidentale (e non solo) e ci si chiede nuovamente se si possano in qualche modo migliorare le misure di sicurezza per fare in modo che simili stragi non accadano più.


A preoccupare di più sono le centrali nucleari, da sempre considerate obiettivi molto sensibili proprio per il loro ruolo chiave nella fornitura di energia in molti Paesi europei e per la grande disponibilità di materiale radioattivo.
In Belgio le centrali che utilizzano la tecnologia nucleare per la produzione di energia elettrica sono due, una vicina a Liegi e una vicina al confine con l'Olanda, e si teme che proprio una di queste possa essere stata presa di mira da membri dello stesso gruppo islamico radicale che martedì mattina hanno trasformato il centro di Bruxelles in un inferno.
La sicurezza nell'area intorno alle due centrali è stata rafforzata e molti uomini delle forze di sicurezza sono stati mandati a controllare che tra i dipendenti non si nascondano infiltrati dei gruppi islamisti più radicali. Un grande problema è quello dei tantissimi subappalti per i lavori tecnici di manutenzione ordinaria; nel 2012 un dipendente di una società terza incaricata di alcuni interventi tecnici in una delle due centrali belghe, Ilyass Boughalab, è stato arrestato per avere aderito ad una organizzazione estremista che si proponeva di portare con la forza in Belgio la stretta osservanza della legge islamica.


La procura aveva chiesto per lui una pena di cinque anni di reclusione per presunto fiancheggiamento del terrorismo internazionale, ma l'uomo nel frattempo aveva deciso di partire per la Siria e probabilmente si è unito al sedicente Stato islamico. Il controllo di tutti i dipendenti delle ditte esterne è impossibile e l'episodio del 2012 dimostra con quanta facilità un fanatico possa venire in contatto con materiale riservato e pericoloso come quello di una centrale nucleare.
Anche in Gran Bretagna un sedicente gruppo fondamentalista ha minacciato di attaccare Londra, in particolare gli aeroporti principali e il numero 10 di Downing Street, famosissima sede del governo britannico e degli appartamenti del Primo Ministro.


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