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Vertice tra Turchia e Unione Europea sulla crisi immigrazione

Un importante vertice sulla crisi migratoria si è tenuto ieri tra Turchia e Unione Europea: il Primo Ministro del governo di Ankara ha incontrato i vertici delle istituzioni comunitarie per fare il punto e affrontare l'emergenza immigrazione che sta diventando ogni giorno sempre più drammatica.


Ai confini tra Siria e Turchia e tra Grecia e l’ex Repubblica jugoslava di Macedonia si stanno ammassando migliaia di persone che chiedono di poter passare per andare in Germania o nel nord Europa nel tentativo di costruire una vita nuova e migliore lontano da guerre e carestie. La situazione è ormai insostenibile.
Le autorità turche hanno colto l'occasione per chiedere all'Unione Europea altri tre miliardi di euro per il mantenimento dei migranti già sul suo territorio e per rilanciare la possibile candidatura della Turchia come membro dell'Unione. Il Primo Ministro turco ha detto ai giornalisti presenti: “La riunione mostra quanto la Turchia e l'Unione Europea siano importanti l'una per l'altra. Ci aspettiamo moltissime sfide e l'unico modo per superarle è la solidarietà. Credo che riusciremo a superare questo momento solo aumentando la cooperazione. La Turchia è pronta ad aiutare l'Europa e ad entrare in Europa”.
Al vertice si è parlato anche della possibile chiusura della famosa rotta balcanica attraverso la quale in questo momento stanno transitando la maggior parte dei migranti diretti sul suolo europeo, ma questo argomento rimane molto delicato per le enormi implicazioni umanitarie e tutto è ancora molto incerto.
Sull'adesione della Turchia all'Unione Europea pesa la grande campagna di oppressione attuata da Ankara contro gli oppositori politici, visto che negli ultimi giorni un famoso giornale d'opposizione è stato chiuso e poi riaperto con giornalisti fedeli ad Erdogan e una manifestazione di donne contro la violenza domestica è stata brutalmente repressa dalla polizia, senza considerare il comportamento equivoco di Erdogan nella lotta allo Stato islamico.


Il Presidente francese Hollande ha dichiarato alla stampa: “Maggiore cooperazione con la Turchia non significa che accettiamo tutto della politica turca. Dobbiamo stare molto attenti a quello che accade nel Paese. E non mi sono certo sfuggite le repressioni sempre più frequenti contro la stampa, che deve essere libera, come in qualsiasi altro Paese”.





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