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Vittoria dei riformisti alle elezioni iraniane

Nelle elezioni iraniane del 26 febbraio si è registrata una netta affermazione del partito “Lista della speranza”, formazione politica moderata che fa capo direttamente all'attuale capo dello Stato iraniano Hassan Rouhani.



Soprattutto nella capitale Teheran il fronte moderato pro Rouhani ha ottenuto i risultati migliori, affermandosi anche in quei quartieri da sempre a maggioranza conservatrice; la voglia di cambiamento in vista della probabile cancellazione delle sanzioni dopo l'accordo sul nucleare è forte nelle generazioni più giovani. Anche in alcune cittadine delle zone più lontane dalla popolosa capitale i moderati hanno ottenuto un buon risultato e anche alcuni candidati che si presentavano come indipendenti e non appartenenti a nessuna formazione politica possono dirsi soddisfatti. Il partito conservatore si è presentato profondamente spaccato al suo interno tra i sostenitori dell'ala più radicale molto vicina ai potenti Pasdaran (Guardiani della rivoluzione) e l'ala di mentalità più aperta e disponibile anche ad accordi con il partito di Rouhani. 


I moderati e riformisti potrebbero avere un ruolo di primo piano anche nella composizione della nuova Assemblea degli Esperti, organo importantissimo in Iran perché è composto da 88 personalità sia in ambito religioso che politico ed elegge la Guida Suprema che nel Paese mediorientale è considerato sia capo spirituale che politico. Nel mondo musulmano molto spesso il potere politico e quello religioso coincidono o sono strettamente legati e quindi è evidente quanto possa influenzare la posizione dell'Iran nei confronti degli Stati Uniti e dell'Europa una Assemblea degli Esperti orientata in modo moderato piuttosto che conservatore. Dopo gli anni di Mahmoud Ahmadinejad in cui l'Iran si era isolato rispetto al resto del mondo ed era ostile ad ogni prova di dialogo con l'Occidente, sotto la guida di Rouhani il Paese sembra deciso ad intraprendere un percorso di dialogo e, se l'accordo sul nucleare verrà rispettato e le sanzioni cancellate, anche l'economia iraniana troverà nuovi sbocchi per i suoi prodotti e nuovi partner commerciali. L'affluenza alle urne è stata molto alta e anche 15 donne sono entrate nel nuovo parlamento, segno che anche le donne iraniane vogliono avere voce in capitolo per quanto riguarda la politica del Paese.


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