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E non vissero felici e contenti: il romanzo d’esordio di Federica Cabras

Che succede dopo che Biancaneve è stata salvata dal principe? E Cenerentola, dopo che ha provato la scarpetta? E la Bella addormentata? Tutte le principesse innamorate del principe alla fine vivono felici e contente nel castello. Ma la realtà è più cruda. Più dura e forse anche più interessante.


E non vissero felici e contenti è un romanzo di Federica Cabras, giovane autrice sarda. In una notte senza luna, una di quelle in cui il cielo somiglia ad un abisso buio e profondo piuttosto che ad un tappeto di stelle, le vite di due coppie si incrociano per caso. Sandra Alti e Edmund Bellavista sono sposati da quindici anni, una coppia come tante altre, prigioniera in un matrimonio che ormai si trascina stancamente. Testimoni attoniti e impotenti della morte della loro unica bambina, hanno perso qualsiasi considerazione che nutrivano l’uno per l’altra. L’unica cosa che si sono sempre promessi è quella di non tradirsi poiché il matrimonio resta per entrambi un vincolo sacro. Finché un giorno Sandi incontra un collega e il mondo inizia a girarle attorno veloce, privo di regole. Si invaghisce dell’attempato ma fascinoso Vittorio e inizia una relazione con lui, dimenticando i propositi coniugali. Ma cosa porta Sandi e Eddie, in quella notte senza luna, a cenare come due innamorati in uno dei migliori ristoranti della città? E soprattutto, perché dopo aver stappato una bottiglia di ottimo champagne aver brindato alla vita si prendono per mano e si gettano da un cavalcavia?


Nella stessa città e in quella stessa notte senza luna, Ester e Miguel sono pieni di disillusione e eroina. Si amano, a loro modo, come possono amarsi due cani abbandonati che si supportano: lei costretta a prostituirsi per comprare l’eroina ad entrambi, lui derelitto in una società che sin da bambino non ha fatto altro che causagli dolore. Ester e Miguel sono i primi a trovarsi nel luogo dove è appena avvenuta la tragedia e a rinvenire per caso i cadaveri di Sandra e Eddie. Sconvolti dall’accaduto, decidono di dare una svolta alla loro vita, promettendosi che quell’incontro – seppur fortuito – con la morte sarà per loro un nuovo inizio e cosa ancora più importante, decidono di scoprire cosa ha portato quei due sconosciuti a mettere fine in un modo così violento alla loro vita.


Inizia da una fine questo romanzo, una fine che nelle favole vede i protagonisti “felici e contenti” e che invece qui ha il sordo rumore del dolore e della tragedia. Nessuno racconta mai che non è tanto innamorarsi la cosa difficile, ma proprio il “vivere felici e contenti”. È restare insieme, nonostante le difficoltà e la noia di alcuni momenti, inevitabilmente imposta dalla quotidianità. È un romanzo che permette di riflettere molto a riguardo, anche se in alcuni punti è inevitabile che cada in qualche piccolo cliché, soprattutto nel momento in cui Sandra conosce Vittorio, che sembra – guarda caso – essere l’uomo giusto al momento giusto. Attenzione al verbo che ho utilizzato però, perché “sembrare”, “apparire” e tutto un altro carnet di termini simili sono adattissimi per descrivervi questa storia e soprattutto sono stati perfettamente utilizzati dall’autrice che ha saputo intrecciare quattro vite così diverse in modo magistrale. Se avessi potuto scegliere avrei insistito ancora di più sulla caratterizzazione psicologica di Ester e Miguel, in modo tale da marcare maggiormente la differenza con Sandra e Eddie, ma essendo questi ultimi i protagonisti mi rendo conto che sia giusto dare maggior spazio ad essi e tralasciare un po’ tutto il resto.


Scheda del libro
Titolo: E non vissero felici e contenti
Autore: Federica Cabras
Editore: StreetLib Write
Anno: 2016
Pagine: 211

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