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Giovanni Pascoli, un poeta contro l’emigrazione

Nel 1889 Edmondo De Amicis aveva incantato tutti con la pubblicazione del suo romanzo Sull’Oceano in cui narrava il suo viaggio verso l’Argentina da scrittore-viaggiatore-cronista, e sottolineava le valutazioni sociali ed economiche del fenomeno non tralasciando il sentimento impaurito e sbalordito appeso tra attesa (verso una condizione di vita migliore) e sofferenza (causata dall’abbandono della patria).


Questo tema sarà affrontato anche da Zanella che, ne Il lavoro (1865), esaltava la laboriosità italiana dei contadini in procinto di partire verso il nuovo mondo. La sua visione del viaggio si oppone a quella di Giovanni Pascoli che sosteneva quanto l’emigrazione fosse “un delitto atroce”. La sua visione negativa della partenza sarà affrontata qualche anno dopo, nel 1911, in La grande proletaria si è mossa e nei Primi Poemetti pubblicati nel 1904 che contengono la lirica Italy.
Proprio questo poema sarà in nostro oggetto di osservazione e analisi.
Italy è un poema in due terzine dantesche di 225 versi, esempio di sperimentalismo linguistico, che mescola la lingua italiana ad alcune espressioni anglo-americane – fatica non apprezzata da Benedetto Croce – e non tralascia richiami dialettali lucchesi. La vicenda si concentra in Garfagnana, terra impervia e povera, soggetta a continue emigrazioni durante il secondo ottocento. Nel 1895 Pascoli tornò negli Stati Uniti d’America e con lui venne anche la bambina Isabella Caproni, che si esprimeva soltanto in inglese, ammalata di tubercolosi. Convinta che la Toscana avrebbe potuto assicurare la guarigione, la piccola trascorrerà parecchi mesi a stretto contatto con la famiglia residente nel Bel Paese.


In Italy il poeta romagnolo concentra la sua attenzione verso il benessere nella società moderna, in antitesi alle origini campestri (il nido) nonché sorgente di affetti e amore familiare.
Il tema dell’emigrazione prende vita nella figura della bimba ammalata – Molly alias di Isabella Caproni – in contrasto alla nonna contadina piegata dalla fatica e bruciata dal sole toscano ma sempre attiva e vigorosa.
Il contrasto generazione tra le due protagoniste vede una Italy notturna in cui tempesta di neve provoca a Molly un aspro disprezzo verso la patria dei genitori: la Bad Italy. Il progresso industriale in vigore nelle Americhe è relegato al passato in secolari e vecchi lavori domestici delle massaie, ciò genera una insormontabile distanza tra i due modelli di vita.
La malinconia e il pathetique del racconto si spalmano, tra emigrazione e malattia di Molly, in una società tradizionale e statica come quella bucolica lucchese.
Il primo canto si svolge nella stagione invernale, a differenza del secondo in cui la voce narrante di Molly in compagnia della nonna vedrà sbocciare un parvo di rapporto affettivo. È interessante sottolineare che per indicare l’emigrazione della giovane Pascoli utilizza la metafora della rondine, simbolo di spostamento.
La partenza è raccontata dallo scrittore come un dramma. Durante qualsiasi traversata i viaggiatori soggetti allo stupore e alla miseria (che sempre accompagna il viaggio tra ottocento e novecento) li vede abbandonati in balia della sorte – un po’ come gli sbarchi nel Mediterraneo dell’età contemporanea – in un inquieto oceano di contraddizioni.
Negli USA i nostri connazionali erano destinati a sopportare umiliazioni e diffusi pregiudizi, Pascoli ci parla dei dego (dall’inglese dagger, gli italiani violenti), mentre la Garfagnana offriva, a parer suo, vita e lavoro. L’intellettuale è fermamente convinto che la sua terra potrebbe offrire un serio impiego non costringendo i suoi conterranei ad emigrare. Purtroppo la ‘piccola e bella America’ made in Italy è una pratica utopistica difficilmente praticabile anche nel terzo millennio, figuriamoci agli inizi del secolo scorso!
La fiducia socialista verso il progresso e i lavoratori si riflette nella rappresentazione di una nuova forma di schiavitù dalla quale bisognerebbe immediatamente liberarsi.
Tornando al poema concludiamo con un’immagine densa di riflessione: quando la nonna morirà, Molly rimpatrierà in America e una pioggia intensa e fredda accompagnerà questo momento nella speranza di un futuro ritorno in Italia.
Italy terminerà con la giovane desiderosa di ricostruire le sue origini genealogiche e linguistiche.
Pascoli e De Amicis saranno gli unici scrittori, il primo per la poesia e il secondo per la prosa, che offriranno delle rarissime tracce di letteratura delle emigrazioni nel nostro paese. Nelle loro opere entrambi evidenziano il forte legame delle stagnate radici italiche degli emigrati e della conseguente sofferenza provocata dall’abbandono del nido.
Il poema fortemente imbevuto dalle ideologie nazionaliste-patriottiche contro il terribile caso dell’emigrazione rispecchia l’Italia d’un tempo. Meno soggetto a scambi culturali - con conseguenti pensieri stereotipati e negativi - e poco abituato ad una società cosmopolita, il pensiero pascoliano risulta assai distante dalla storia attuale in continuo spostamento.


Maria Carola Leone

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