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Intervista con Nicoletta Iacapraro, autrice de “La donna invisibile”

Incontro la scrittrice napoletana Nicoletta Iacapraro, donna simpatica ed estrosa che ha studiato Antropologia e Sociologia. Attualmente vive e lavora a Napoli.

Benvenuta Nicoletta, parlami un po’ di te e come ti sei avvicinata alla scrittura.
Fin da bambina ho amato la lettura e ho utilizzato la scrittura come canale preferenziale di comunicazione. Da curiosa cronica, a parte gli studi e il lavoro, ho sempre avuto la volontà di esplorare "altri mondi" da vicino: il volontariato in particolare, e la scrittura, per conoscerla più da vicino.


Fai parte dal 2010 della “Compagnia di scrittura” della casa editrice Homo Scrivens con cui hai partecipato a varie antologie e grazie a questa casa editrice hai pubblicato la tua raccolta di racconti La donna invisibile. Parliamo di questa raccolta, chi è “la donna invisibile”? E cosa rappresenta per te?
La donna invisibile nasce con l'idea di raccontare il "non detto", ciò che non si vede. Ho scelto punti di vista specifici e, dopo aver abbozzato le prime storie, ho avvertito la necessità di creare un filo conduttore tra i racconti. C'è un luogo dove i protagonisti si ritrovano, il Gran Caffè, che nel mio immaginario narrativo è il Gran Caffè Gambrinus, che descrivo negli spazi e nelle atmosfere.
Poi i personaggi, di volta in volta, hanno avuto l'esigenza di recarsi nella toilette del locale, e non sempre per motivi fisiologici. È lì che ho trovato la narratrice, la donna invisibile, che è l'addetta alle pulizie dei bagni. Osserva gli avventori in fila, nell'arco di una giornata: osserva, scruta in silenzio, ascolta. Con il suo "potere" attraversa ogni singola vicenda, facendo emergere un particolare visibile. Manie, timori, desideri, sentimenti inconfessabili, soprusi, il vivere in un posto diverso dal proprio, violenze, si susseguono nell'ordinarietà del quotidiano, rendendolo, in qualche maniera, straordinario.



Qual è il messaggio che hai voluto trasmettere con questa raccolta?
Ho voluto fermare momenti di vita e raccontarli dal di dentro. Un invito a riflettere, a guardare oltre la natura umana, e a non dar nulla per scontato. Con una massiccia dose di ironia, e senza alcun giudizio. Sono visioni, in cui, grazie all'occhio della donna invisibile, sono entrata. Lei non interloquisce mai con gli avventori del Gran Caffè, ma si concede, a margine di ogni racconto, l'annotazione di un pensiero e della mancia, che è un oggetto, sui resti della carta igienica, l'unico oggetto di cui dispone per esprimersi.

Credi che ci siano parecchie “donne invisibili” nella nostra società? Donne che osservano, scrutano, annotano riflessioni e curiosità?
Mi piace pensare che sia così. Molte donne, restano in silenzio, a guardare, ma hanno la piena consapevolezza di ciò che accade intorno a loro. In molti casi sono ultime, né viste né guardate, e per questo restano immobili. Fino a un certo punto. Come accadrà per la mia donna invisibile.


“Homo Scrivens” è una piccola ma produttiva casa editrice, cosa pensi della piccola editoria che purtroppo trova sempre poco spazio ed è fagocitata dai grandi editori?
La piccola editoria sforna prodotti di qualità. Con Homo Scrivens, in questi anni, ho avuto modo di leggere libri, prima di tutto, scritti bene e con spunti narrativi innovativi e originali. L'editore, Aldo Putignano, che è anche conduttore con Giancarlo Marino della Bottega della Scrittura Homo Scrivens, ha un entusiasmo e una cura della buona lettura e scrittura fuori dal comune. È stata una grande fortuna averli incontrati: hanno accresciuto la mia passione per la parola scritta, fornendomi gli strumenti necessari per poterla utilizzare al meglio. Nel 2014 ho frequentato il Laboratorio di scrittura comica e umoristica Achille Campanile, un'altra eccellenza della nostra città, un'esperienza esilarante grazie ai due docenti, Pino Imperatore e Edgardo Bellini. Con loro ho imparato a riflettere sul significato delle parole e sulla loro eleganza intrinseca.



Continuerai a far promozione de La donna invisibile?
Ne ho una voglia smisurata, soprattutto di incontrare altre forme creative, altri modi di narrare. E vedere cosa succede.

In bocca al lupo a Nicoletta per il suo libro e la sua carriera.


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