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La Grande Scommessa: Adam McKay gioca d’azzardo

CDO, AAA, subprime, sai solo quello che non sono: roba per comuni mortali. Ma se a parlartene è direttamente Selena Gomez al banco del Blackjack allora è un altro paio di maniche.
Tutti noi purtroppo sappiamo che nel 2008 è scoppiata la crisi. Solo in pochi però hanno colto il nesso del perché se negli Stati Uniti giocano con i mutui sulle case, allora lo Stato greco fallisce e l’Europa rischia di smembrarsi.


Adam McKay ha provato a spiegarcelo con un film incredibile che scommette sull’intelligenza del pubblico medio americano. L’impalcatura de La grande Scommessa si regge sul dialogo diretto con lo spettatore, convinto che la risata sia il veicolo migliore anche per dei contenuti complessi.
Passare da Anchorman all’alta finanza non è uno scherzo. Alcuni, d’altro canto, hanno precisato che la critica al sociale non è una novità per il regista che diresse Will Ferrell nei panni del presentatore, tanto protagonista quanto vittima del sistema.


Dalle trascorse esperienze porta con sé Steve Carell ed un insegnamento importante: il pubblico medio ha bisogno di essere intrattenuto. Ma probabilmente l’obiettivo non è stato centrato del tutto. Nonostante gli spot esplicativi di Margot Robbie (voluto richiamo a The Wolf of Wall Street), Selena Gomez e Anthony Bourdain, nonostante il susseguirsi di esempi pratici e visivi, McKay butta insieme troppi protagonisti, troppi racconti che confondono lo spettatore medio, proprio il pubblico a cui si rivolge il film.
Il ritmo celere della narrazione è sicuramente azzeccato per plasmare il film nel senso evocativo di un mondo che corre senza riflettere verso il baratro. Anche questo elemento però rischia di complicare ulteriormente la già difficile comprensione del film per il target di riferimento.



Il finale è certamente azzeccato: non esistono buoni o cattivi. Esistono solo gli uomini di potere e quelli che rimangono fregati. Persino chi possiede un briciolo di umanità (come il personaggio di Steve Carell) scommette contro il sistema, contro i sui concittadini, portando a casa la sua, se pur amara, vittoria.


Irene Frau 

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