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La tradizione araba e il concetto di modernità

Il termine arabo turath si può tradurre con tradizione, la quale, a sua volta, nel mondo arabo-islamico implica una serie di termini e concetti che spaziano da “eredità” a “patrimonio” materiale e spirituale fino a “raccolta di tracce del passato” o anche a “carica affettiva e contenuto pieno di tradizione ideologica”.


Essere moderni non significa affatto, per il pensiero arabo-islamico, rifiutare la tradizione né rompere con il passato ma piuttosto innalzare il modo di assumere il rapporto con la tradizione a livello di ciò che viene definita contemporaneità, la quale consiste nel mettersi a passo del progresso che va attuandosi a livello planetario. Anche se si ammette che la modernità europea rappresenta oggi la modernità planetaria per eccellenza, già solo il suo inserirsi nella storia culturale specifica dell'Europa – anche come figura di opposizione – la rende incapace di confrontarsi in un dialogo critico con la realtà culturale araba, la cui storia si è costruita in spazi lontani.
Estranea alla cultura araba e alla sua storia, la modernità europea non riesce a stabilire un dialogo capace di avviare un movimento all'interno di tale cultura. Costretta com'è a confrontarsi con esso solo dall'esterno automaticamente spinge, per così dire, l'avversario a un ripiegamento e a una chiusura. Per questo la via del mondo arabo-islamico verso la modernità deve forse fondarsi sugli elementi di spirito critico che si sono manifestati nella cultura araba stessa per avviare, all'interno di essa, una dinamica di cambiamento. Modernità significa allora, prima di tutto, elaborare un metodo e una visione moderni della tradizione. Ciò che darà specificità alla modernità al mondo arabo-islamico sarà, quindi, il ruolo che essa assumerà all'interno stesso della cultura araba contemporanea. Sarà la sua capacità di assumere questo ruolo a fare forse, realmente, di essa una modernità araba. Perché, di fatto, non esiste una "modernità assoluta", universale, planetaria; esistono, piuttosto, varie modernità, diverse da un'epoca all'altra e da un luogo all'altro.
In altre parole, la modernità è un fenomeno storico e, in quanto tale, resta condizionata dalle circostanze in cui si manifesta, e confinata nei limiti spazio-temporali che le prescrive il divenire nel corso della storia. La modernità deve, perciò, variare in funzione di ogni spazio, di ogni esperienza storica: la modernità europea è diversa dalla modernità cinese o giapponese. Se in Europa si è giunti a parlare di post-modernismo, ciò è dovuto al fatto che il fenomeno stesso della modernità si è chiuso con la fine del secolo XIX. La modernità era una tappa storica inaugurata con l'Illuminismo (il XVIII secolo) venuto, a sua volta, dopo il Rinascimento (il secolo XVI).


Ma quali significati può avere il termine o concetto di modernità? Due significati importanti e fondamentali su tutti gli altri, cioè la razionalità e la democrazia. Un atteggiamento razionale e critico di fronte a tutti gli aspetti dell'esistenza – di cui la tradizione, specialmente nel mondo arabo-islamico, rappresenta uno dei fattori più presenti e radicati – è l'unico forse davvero autenticamente moderno. Lavorare e agire sulla tradizione diventa, così, un compito imposto dalla necessità di portare al livello della modernità l'accostamento del turath (o tradizione), per servire la modernità stessa e darle solidità nello specifico dell'autenticità.


Francesca Rita Rombolà

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