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Al via la liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi

La Commissione Europea ha ufficializzato la raccomandazione di abolire i visti per i cittadini turchi all'interno dell'area Shengen, anche se rimane comunque qualche importante distinguo e saranno accettati solo i passaporti biometrici. Il governo di Ankara doveva soddisfare 72 importanti criteri per potere richiedere alle autorità di Bruxelles la liberalizzazione totale dei visti, ma 5 non sono stati ancora soddisfatti e questa, secondo la Commissione Europea è una grave lacuna.



I requisiti che impediscono piena libertà di circolazione senza visto ai cittadini turchi sono tutti strettamente legati al rispetto dei patti stretti tra Ankara e Bruxelles per una migliore gestione della marea umana di rifugiati: accelerazione per attuare le procedure di asilo, rafforzamento della cooperazione in materia di polizia e giustizia con gli Stati membri frontalieri e potenziamento della lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata. Non è piaciuta alle autorità comunitarie neanche la recente stretta alla libertà di stampa che si è registrata negli ultimi tempi. Il Commissario europeo Frans Timmermans ha spiegato: “Lasciatemi essere chiaro, i criteri ancora da soddisfare sono tutti molto impegnativi e di peso. Ankara dovrà dare prova di grande impegno e determinazione politico per rispettare tutti gli impegni assunti il 18 marzo. Le nostre proposte saranno inviate al Parlamento Europeo e al Consiglio Europeo, e ciò dovrebbe permetterci di prendere una decisione definitiva entro la fine di giugno, sulla base dei progressi nel frattempo fatti dalla Turchia”. La raccomandazione della Commissione Europea si limita ai cittadini turchi possessori di passaporti biometrici. Il governo di Ankara ha liberalizzato i visti per tutti i cittadini dell'Unione Europea che intendono viaggiare in Turchia per piacere o per lavoro, inclusa l'isola di Cipro, da molti anni al centro di una contesa tra Turchia e Grecia. Nei palazzi del potere di Bruxelles si stanno discutendo anche una revisione del sistema di Dublino e una profonda riforma del sistema di distribuzione dei richiedenti asilo tra i vari Stati membri, questioni all'ordine del giorno perché sempre più Paesi stanno chiudendo le loro frontiere.


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