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Cultura e lavoro contro la radicalizzazione delle grandi metropoli

La Commissione Europea ha lanciato un nuovo progetto contro la radicalizzazione nei quartieri più a rischio delle grandi metropoli: il ruolo principale nella battaglia alla propaganda jihadista è affidato alla cultura e al lavoro. Il Commissario europeo alla cultura, l'ungherese Tibor Navracsics, pensa che la cosa più importante sia educare i giovani al ragionamento e al pensiero critico, per spronarli ad informarsi e a non piegarsi passivamente alle idee di altri senza verificare. 



I valori della democrazia e il linguaggio dei nuovi media dovrebbero, sempre secondo Navracsics, essere insegnati in ogni classe di ogni scuola per formare in ogni alunno un pensiero critico su quello che vedono alla televisione o leggono sul web, e questo è importante soprattutto nelle scuole dei quartieri più difficili.
Il Commissario ha spiegato all'emittente Euronews: “Abbiamo previsto lo stanziamento di circa 400 milioni di euro per avviare nuovi capitoli interni al programma Erasmus + con la precisa idea di finanziare conferenze, workshop, seminari, laboratori educativi, momenti di confronto e iniziative che devono servire a mobilitare gli esempi virtuosi, ma anche a sensibilizzare i gruppi di pressione a tutti i livelli in modo da fornire modelli a cui i ragazzi possono ambire a livello locale”.


Questa iniziativa arriva quasi due mesi dopo gli attacchi che hanno insanguinato Bruxelles; quegli attentati hanno dimostrato chiaramente che i giovani jihadisti si erano uniti al sedicente Stato islamico dopo avere visto la propaganda su Internet e sui social network e che nei loro quartieri le autorità scolastiche non erano in grado di educare gli studenti al pensiero critico. Molti di coloro che sono stati soggiogati dalle false promesse degli uomini in nero del Califfato, infatti, non erano stati in grado di valutare i pro e i contro della loro decisione e di distinguere propaganda e realtà, e questo proprio a causa di una mancata educazione.
Anche la disoccupazione ha spinto molti ad abbracciare la causa jihadista e per questo sono nati molti corsi professionali in cui i giovani dei quartieri più a rischio possono imparare un lavoro ed acquisire nuove competenze importanti per il loro futuro.

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