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Erdogan sempre più autoritario: bloccato il congresso di un partito d'opposizione

La polizia turca, su ordine del presidente Erdogan, ha cacciato con la forza alcuni militanti del partito d'opposizione MHP, che volevano partecipare ad un convegno in un hotel del centro di Ankara. Militanti e delegati del partito sono rimasti all'esterno dell'albergo e hanno cominciato a scandire slogan contro Erdogan e il suo governo, ma anche contro il segretario della formazione politica, Devlet Bahceli, accusato di essere troppo morbido e di non fare vera opposizione.


Molti compagni di partito accusano da tempo Bahceli di avere appoggiato Erdogan votando alcune recenti norme che hanno ristretto molto la libertà di espressione e di opinione in Turchia solamente per ottenere dal governo favori personali, nonché di volere aiutare il Presidente ad attuare quelle riforme costituzionali che, se approvate, accrescerebbero moltissimo il suo potere.
Meral Aksener, la candidata che molto probabilmente a breve sostituirà Bahceli alla guida del partito MHP, ha sfruttato l'occasione per cavalcare il malcontento dei delegati e in un suo discorso ha detto: “Quelli che hanno osato cambiare il Primo Ministro in un'ora, adesso procedono nei modi più illegali e antidemocratici per impedire al Movimento Nazionalista di celebrare il suo congresso, e tutto senza che il segretario Bahceli si ribelli”.
Negli ultimi tempi la Turchia di Erdogan è sempre più autoritaria, e la censura colpisce ogni forma di opposizione chiudendo e mettendo a tacere giornali, radio ed emittenti televisive che non si conformano alle idee del Presidente.
Anche all'interno dello stesso partito AKP, di cui Erdogan fa parte, coloro che non si conformano all'idea dominante vengono allontanati; l'ultimo a fare le spese dell'autoritarismo imperante di Erdogan è stato il primo ministro Davutoglu, accusato di essere troppo vicino all'occidente e agli Stati Uniti.


Il rispetto dei diritti umani e delle libertà individuali in Turchia è il principale oggetto del contendere tra la Repubblica Turca e l'Unione Europea per fare entrare in vigore l'accordo su respingimento e accoglienza dei migranti.
L'Unione Europea ritiene fondamentale che la Turchia rispetti tutti i requisiti richiesti in materia di diritti umani per dare il via alla liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi, mentre la Turchia ribatte che sta solamente intensificando i controlli come previsto dalle nuove norme antiterrorismo votate dal Parlamento di Ankara, norme considerate perfettamente in linea con gli standard europei.

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