Ultime Notizie

Francia: i manifestanti contro il Jobs Act paralizzano il Paese

Un giovedì nero quello che ieri ha vissuto la Francia e che ha visto il Paese completamente paralizzato. Oltre 150.000 manifestanti sono scesi di nuovo in piazza nelle principali città francesi per protestare contro la tanto odiata riforma del lavoro promossa dal governo del Primo Ministro Manuel Valls. Questa volta, però, lo sciopero si è esteso alle raffinerie petrolifere, centrali nucleari, trasporti ferroviari e aerei. “Scendere in strada non basta più, non ci ascoltano più: ora iniziamo a usare le armi pesanti”, spiega un membro della CGT, sindacato che ha assunto un ruolo leader nei movimenti di contestazione, supportato da altre 6 associazioni sindacali tra cui Force Ouvriere e Unef. “Siamo tutti uniti nella lotta per dire al governo che ne abbiamo abbastanza”, aggiunge con rammarico.


Voli cancellati per mancanza di personale, treni fermi, ferrovie occupate: trasporti bloccati un po’ ovunque in tutta la Francia mentre si teme per le centrali nucleari. Nel caso in cui gli scioperi venissero prolungati, infatti, il Paese soffrirebbe una grave mancanza di energia elettrica e rischierebbe di sprofondare nel caos. Cinque raffinerie petrolifere su otto sono bloccate o lavorano a ritmo ridotto, mentre code interminabili di automobilisti ed autotrasportatori affollano inutilmente le stazioni di servizio, molte delle quali (circa un terzo) sono ormai a secco di carburante. La situazione appare esplosiva a Parigi, dove la polizia si è scontrata duramente con i manifestanti, partiti in corteo da Place de la Bastille, sparando proiettili di gomma ed usando i gas lacrimogeni. Disordini e rivolte anche a Lione e Bordeaux. 77 arresti, 15 poliziotti feriti, auto e negozi distrutti: questo il bilancio delle rivolte che ieri hanno sconvolto la Francia.

Il governo tuttavia prosegue la sue linea dura e afferma di non avere alcuna intenzione di fare marcia indietro, anche se non esclude la possibilità di “apportare qualche cambiamento o miglioramento” alla riforma. Particolarmente acceso è il battibecco tra il Primo Ministro Manuel Valls e il Ministro delle Finanze Michel Sapin che chiede invano al governo di rivedere l’Art. 2 del testo di riforma, che offre la possibilità alle aziende di “sottrarsi agli obblighi nazionali per la tutela del lavoro qualora ne avvertissero la necessità”. Ed è stato proprio quest’ultimo articolo a fare infuriare i sindacati ed il popolo francese che, dopo avere combattuto per oltre un secolo per i diritti dei lavoratori ponendo la Francia come un Paese all’avanguardia in Europa, vedono ora vanificate tutte le conquiste raggiunte negli ultimi decenni di lotta sindacale attraverso una riforma imposta senza passare per il voto parlamentare.
“La Francia può vivere con tali dispute interne”, commenta il ministro delle Finanze tedesco, favorevole alla riforma, che sottolinea che “una certa insoddisfazione da parte dei cittadini contro i loro rispettivi governanti non è poi una cosa così cattiva all’inizio”. Insomma, ancora una volta la Germania interviene a dire la sua in una questione interna ad uno stato membro dell’UE e dimostra di attuare una politica sempre più federale e sempre meno rispettosa delle sovranità nazionali ridotte ormai quasi allo zero.
Intanto i francesi non si arrendono e la CGT indice un altro sciopero generale per il 14 giugno, esattamente quattro giorni dopo l’avvio degli europei di calcio. Ed è proprio a questa grande manifestazione sportiva che la Francia e l’Europa guardano con preoccupazione. Sono infatti attesi tra i 300.000 e i 500.000 tifosi, che rischiano di trovare, al loro arrivo, un Paese completamente paralizzato.

Anna Rita Santabarbara

Prima Pagina on line (www.primapaginaonline.org) - Testata registrata al Tribunale di Bologna, pr. n. 8292 del 06/03/2013. Sito progettato da Templateism.com Copyright © 2011

Powered by Blogger.