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Grecia, L’UE sblocca un piano di aiuti per 10,3 miliardi

È giunta nella notte, dopo quasi 12 ore di trattative, la decisione da parte dell’Europa di concedere un ulteriore prestito di 10,3 miliardi alla Grecia. Il denaro sarà ripartito in due tranches, la prima di 7,8 miliardi prevista per giugno, la seconda entro la fine dell’anno. L’obiettivo è quello di aiutare il governo ellenico ad assolvere i suoi oneri nei confronti dei creditori internazionali, in scadenza a luglio.


La concessione del prestito arriva a distanza di soli due giorni dall’approvazione di una serie di riforme interne, da parte del governo greco, che prevedono ulteriori tagli alla spesa pubblica, privatizzazioni ed aumento delle tasse, come preteso dai creditori internazionali che in maniera silenziosa dettano la politica economica del Paese. A nulla pare sia valsa la grande manifestazione che la scorsa domenica ha visto in piazza ad Atene, davanti al Parlamento, migliaia di cittadini oppressi dalla politica dell’austerity voluta in primis dalla Germania. Proprio quest’ultima, infatti, si è espressa contro la sospensione dei pagamenti del debito greco, come richiesto dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) che aveva proposto un blocco ai pagamenti fino al 2040. E sempre la Germania di Angela Merkel ha ottenuto che la ristrutturazione del debito greco avvenisse soltanto a partire dal 2018. Insomma, dopo avere ricevuto gli elogi dell’Europa per l’attuazione di una politica interna di ristrutturazione economica, il governo di Tsipras ha ottenuto una riduzione sull’onere del servizio del debito (ovvero sugli interessi da pagare aggiunti alle rate di ammortamento) a meno del 15% per i pagamenti a medio termine e a meno 20% per quelli a lungo termine.
Nessun taglio immediato, insomma, né il blocco temporaneo dei pagamenti del debito pubblico, ma solo una ristrutturazione. Il Fondo Monetario Internazionale ha tuttavia ricordato che “il debito pubblico greco, al livello attuale, è diventato insostenibile”, sfiorando il 180% del PIL.

In sostanza, se Atene sarà in grado di rispettare le scadenze con i creditori internazionali a luglio, è anche vero che l’ulteriore indebitamento del Paese non è finalizzato a favorire l’occupazione, a ridimensionare il tasso di povertà o a risollevare l’economia interna. I 10,3 miliardi finiranno in gran parte nelle tasche dei creditori europei (primi tra tutti le banche tedesche e francesi) alimentando un circolo vizioso di denaro che, partendo dalla Banca Centrale Europea (BCE), passando solo nominalmente attraverso la Grecia, e ritornando immediatamente nelle mani dei creditori esteri, rende la Grecia sempre più schiava dello strapotere della finanza internazionale. 

             
Anna Rita Santabarbara

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