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Greenpeace contro il trattato TTIP

Gli attivisti dell'organizzazione ambientalista Greenpeace sono riusciti a venire in possesso di alcuni documenti molto riservati che riguardano le trattative tra Unione Europea e Stati Uniti sul TTIP, l'accordo commerciale che dovrebbe rendere più facili importazioni ed esportazioni di prodotti statunitensi ed europei.
Il dossier riservato sarebbe composto da ben 248 pagine che gli ambientalisti hanno voluto proiettare sulla facciata del Reichstag di Berlino per protestare contro un accordo secondo loro sbagliato, in cui gli unici a perdere saranno i consumatori europei.


Secondo Greenpeace, il fatto che la trattativa si sia sempre svolta ai più alti livelli e nel più stretto riserbo vuol dire che le autorità stanno tentando di nascondere molti dettagli importanti ai consumatori, soprattutto per quanto riguarda il settore agroalimentare; un’eventuale armonizzazione tra le regole europee molto rigide in fatto sicurezza alimentare con quelle statunitensi più permissive potrebbe fare arrivare sulle tavole europee anche carne con ormoni fino ad ora vietati e alimenti ottenuti da OGM.
In molti Paesi membri dell'Unione Europea gli organismi geneticamente modificati sono stati vietati dai governi per garantire ai cittadini una maggiore sicurezza; secondo Greenpeace ed altre organizzazioni ambientaliste, con il TTIP in vigore questi organismi potrebbero benissimo arrivare anche nei supermercati europei e i consumatori sarebbero invogliati all'acquisto dal prezzo minore.
Stefan Krug, responsabile di Greenpeace per la Germania, in un’affollata conferenza stampa ha presentato il dossier incriminato e ha detto: “Pubblichiamo on line questi documenti perché su tutto il negoziato riguardante il TTIP manca trasparenza in maniera davvero scandalosa. Non si negozia sui segreti commerciali, ma sulla protezione dell'ambiente e della salute dei consumatori, così come sul diritto al lavoro di oltre mezzo miliardo di cittadini europei”.


Per i vertici di Greenpeace il TTIP produrrebbe concorrenza sleale delle grandi aziende statunitensi nei confronti delle imprese europee e questo metterebbe a rischio anche moltissimi posti di lavoro di operai e impiegati. Gli ambientalisti accusano anche il governo di Washington di pressioni illecite per spingere i governi europei alla firma dell'accordo.
I sostenitori dell'accordo hanno accusato Greenpeace di aver prodotto documenti falsi ad arte per boicottare il TTIP e pensano che un legame più stretto tra l'economia statunitense e quella europea, oltre a permettere una maggiore scelta ai consumatori, possa spingere più aziende americane ad investire in Europa, creando così molti nuovi posti di lavoro.


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