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Indagato il sindaco di Livorno, anche il M5S alle prese con la giustizia

Poco meno di due anni dall’inizio del suo mandato, il sindaco pentastellato di Livorno Filippo Nogarin è nell’occhio del ciclone. Su di lui pesa un avviso di garanzia relativo alla gestione dell’azienda partecipata dei rifiuti di Livorno, l’AAMPS. Tra gli indagati anche l’assessore al bilancio del M5S, Gianni Lemmetti, e l’ex sindaco PD Alessandro Cosimi, con due suoi ex assessori. «Quando metti le mani nel fango, non ne puoi uscire pulito al 100%» dichiarò Nogarin poco più una settimana fa, temendo di essere raggiunto dall’indagine in corso. 


Su Facebook, il primo cittadino specifica di essere pronto a dimettersi qualora emergesse una sua condotta in contrasto con i principi del M5S. Questo è solo l’ultimo atto di una lunga vicenda, che ha anche provocato una forte crisi della giunta cittadina tra novembre e dicembre dell’anno scorso, culminata con l’espulsione di tre esponenti del M5S livornese. Nogarin aveva deciso di non ripianare i debiti dell’AAMPS, partecipata al 100% dal comune ma gravata da 42 milioni di debiti. Ricapitalizzare l’azienda, secondo Nogarin, avrebbe significato tagli per 7,5 milioni ai servizi pubblici. Così si è deciso di portare i libri contabili in tribunale, scatenando uno sciopero dei netturbini e un’inedita emergenza rifiuti nella città toscana, durata qualche giorno. Il sindaco sostiene di aver lui stesso sollecitato le indagini, e di essere in attesa di capire quali siano le ipotesi di reato a lui contestate. Il tutto avviene proprio mentre il M5S protesta a Lodi, a seguito dell’arresto del sindaco PD Simone Uggetti. Perciò i tweet al vetriolo dei democratici non si sono fatti attendere: “dopo la manifestazione a Lodi pensi di fermarti anche a Livorno?” twitta la parlamentare Silvia Velo. Un’altra parlamentare, Alessia Morani, chiede a Di Maio: “che si fa con #Nogarin ? Organizzi una manifestazione anche a Livorno per chiedere le dimissioni?”. Il senatore democratico Stefano Esposito accusa: “A #Livorno piovono avvisi di garanzia ma il Direttorio tace e si nasconde”. “Da Quarto a Livorno, 16 sindaci e un sacco di guai. Poi arrivano gli avvisi di garanzia e la colpa è delle scie chimiche?” polemizza Pina Picierno. Secondo i conti di Maria Elena Boschi, ministro delle riforme, “Il 21% dei Comuni amministrati dal Movimento 5 stelle ha problemi con la giustizia”. Se mentre il PD ha ben poco di che gioire per le sue vicende giudiziarie recenti, il M5S a Livorno rischia molto. Rischia di avallare la tesi che il M5S crolli alla prova del governo, a meno di un mese dalle elezioni amministrative.

Gloria Gattoni



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