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La Testa di Ade in mostra fino al 29 maggio a Palermo

Per la prima volta sbarca a Palermo ‘La testa di Ade’, reperto archeologico trafugato a Morgantina che è stato restituito dal J.P. Getty Museum di Los Angeles (USA). In seguito all’indagine coordinata dalla Procura Ennese, i carabinieri del comando Tutela del Patrimonio culturale hanno restituito il reperto alla Sicilia. 



Non tutti sanno che la Testa di Ade era stata ritrovata alla fine degli anni sessanta del secolo scorso a Morgantina a pochi passi da Enna. Tra i vari scavi illeciti eseguiti in quel periodo si sono ritrovati quattro riccioli nell’arco di dieci anni (1978-1988) appartenenti all’Ade ma anche altre meraviglie tra cui acroliti arcaici, la statua tardo-classica della dea e alcuni argenti ellenistici che furono esportati illegittimamente e soltanto da pochissimo sono custoditi gelosamente nel Museo Archeologico di Aidone.
Nella mitologia dell’antica Grecia Ade, fratello di Zeus, è il Dio degli inferi e delle ombre. Per Ade si sacrificavano, durante le ore notturne, pecore o tori neri che offrivano il sacrificio voltavano il viso perché guardare negli occhi Ade senza l’ordine o il permesso gli avrebbe procurato la morte. Il suo culto non era molto sviluppato ed esistono pochissime opere d’arte che lo raffigurano, solitamente viene rappresentato come un uomo tenebroso e barbuto, spesso freddo e serio accompagnato da pantera, scettro o con il cane a tre teste seduto. 
La testa di Ade, adesso ritornata in Italia, risalente al 400-300 a.C., è una vera testimonianza artistica raffinatissima, ricca di dettagli e di piccole venature bluastre.







Da un punto di vista stilistico e iconografico, la testa sembra richiamare alcuni tipi scultorei che raffigurano Zeus o Dionyson del IV secolo A.C., soprattutto per la folta chioma dei capelli e la barba qui enfatizzati dal colore oltremare. Altre rappresentazioni di Ade non particolarmente diffuse nel mondo antico, sono documentate nelle pitture dei vasi, in pochissime statuette votive e nelle tavolette di terracotta, con scene di Ade e della moglie Persefone. Uno dei tratti più interessanti della testa, in terracotta, è l’incisione agli occhi, forse lasciata integra per garantire un maggiore chiaro-scuro a dispetto di una varietà cromatica che garantisce una forte espressività. L’azzurro della barba richiama invece il concetto di eternità per l’assimilazione con colore del cielo e tratti funerari del regno degli inferi. 
La mostra sarà aperta presso il Museo Salinas di Palermo dal martedì alla domenica dalle 9.00 alle 19.00 con ingresso gratuito dal 11 maggio al 29 maggio 2016.

Maria Carola Leone

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