Ultime Notizie

Lussureggianti giardini e moschee ai limiti delle forze gravitazionali made in India


L’arte e l’assetto architettonico dell’affascinante India sono poco note anche agli specialisti, nonostante esso rappresenti uno dei corpus monumentali islamici più autentici mai visti. La presenza musulmana si registra nel XII secolo che si confronta con una cultura completamente differente rispetto alla loro, sia per la scelta dei materiali e per le strutture. L’impiego della pietra e del legno al posto dei mattoni crudi e cotti risulta fondamentale per la nascita del binomio pilastro-trabeazione. Esso si permuta bene con l’arco a sesto acuto e il muqarnas, da un lato, e la volta assieme alla cupola autoportante, dall’altro, ci fornisce una fusione di tradizioni assai lontane tra loro.

(I giardini Shalimar di Srinagar, Kashmir)
La scuola di intaglio della pietra indoislamica dettata da forti prestiti persiani e dell’Asia centrale, vede il suo splendore a Delhi centro sultanale – dalla fine del 1100 fino al 1526 – nel Qutb Minar (1199) tinto di rosa rossa si erge con i suoi 75 metti di altezza una sorta di minareto-torre erede di Ghazni e Jam. Non da meno è la tomba di Ghiyath Ad-Din (1320-1398) di Delhi un edificio in arenaria con geometrici riquadri e una lattea cupola in marmo, la struttura appare imponente nel suo insieme.


Dalla metà del trecento, esattamente nel 1367, assistiamo alla costruzione della Masjid di Gulbarga ricca di influenze iraniche su pianta rettangolare suddivisa in navate che formano una sorta di porticato illuminato da un’originalissima cupola su base quadrata e due laterali. All’inizio del XV secolo venne costruita la Masjid di Jaunpur apprezzato per il suo portale sorretto da due torri con marcapiani, sempre dello stesso periodo ricordiamo la Masjid Al-juma’a di Ahmadabad ricca di decorazioni islamiche e indù. 

(Ghiyath Ad-Din, 1320-1398)
Il periodo d’oro dell’arte islamica in India si attesta alla dinastia Moghul (1526-1828), due secoli di governo, il grande impero di Babur era contemporaneo agli Ottomani e ai Safavidi dall’altra parte della bussola. Scintillante e maestoso è la tomba di Humaydun, secondo sovrano, posto al centro di un lussureggiante giardino che riflette la pietra persiana arzigogolato da folti intrecci figurative ocra. Il figlio, Akbar, era molto interessato alla coesistenza di culture e stili opposti e fece costruire la città-palazzo di Fathepur Sikri e la Masjid con la tomba di - venerato del santo e mistico - Salim Chishti che vanta del sincretismo voluto dal sovrano. Nel mausoleo di Sikandra che, all’esterno non possiede cupole, all’interno vi è un’imponente arenaria istoriata ricchissimo di marmi bianchi ornati di epigrafie e arabeschi da togliere il fiato.

(tomba di Akbar, 1603-1613)
Al 1628 risale il mausoleo, voluto Jahanghir Shah eretto sulle rive del fiume Jamuna, in candido marmo con quattro minareti posti agli angoli sormontate da chattri, una sorta di baldacchino-lanterna coperta da una piccola cupoletta, intarsiato con elegantissime decorazioni in pietra dura. Questo è il prologo della costruzione architettonica indiana più conosciuta al mondo: il Taj Mahal voluto da Shah Jahan per commemorare l’amata. La struttura è un sunto delle lavorazioni iraniche, asiatiche e indiane che hanno generato un capolavoro equilibrato e raffinato e di difficilissima riproduzione. 

(Taj Mahal, 1632-1654)  
Forti Rossi, dei grandi padiglioni di colore bianco, sono incastonati in cristallini giardini ricchi di fontane e cascate di acqua purissima. L’architettura ci colpisce per le dimensioni che vogliono sfiorare quasi la forza gravitazionale come la seicentesca Masjid Al-Jama’a di Delhi o la Masjid di Wazir Khan di Lahore. Fuori misure è anche la tomba di Muhammad Adil Shah a Bijapur un gigantesco cupo con quattro torri ottagonali coperte da una cupolona. A Hyderabad è conservato il Char Minar, della fine del XVI secolo, un padiglione con quattro minareti che marca il quadrivio della città. 

(Masjid di Wazir Khan, 1635)
Proprio appartenente al gusto musulmano è la costruzione dei giardini come quello di Kabul del sovrano Babur o lo Shalimar di Lahore opera di Shah Jahan. Gioielli verde smeraldo sono conservati nel Kashmir, residenza estiva, dei Moghul terra vistosa di questo stato.

Maria Carola Leone

Prima Pagina on line (www.primapaginaonline.org) - Testata registrata al Tribunale di Bologna, pr. n. 8292 del 06/03/2013. Sito progettato da Templateism.com Copyright © 2011

Powered by Blogger.