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Manca un mese al referendum sulla Brexit: tutti si chiedono quale sarà il verdetto

Tra poco meno di un mese gli elettori britannici dovranno scegliere se rimanere o lasciare definitivamente l'Unione Europea: una scelta non facile che in un caso o nell'altro avrà tantissime conseguenze non solamente in Gran Bretagna, ma in tutti gli altri Stati membri dell'Unione.
I favorevoli all'uscita del Regno Unito dall'Unione sono guidati dall'ex sindaco di Londra, Boris Johnson, da sempre assolutamente contrario ad ogni cessione di sovranità in favore delle autorità di Bruxelles.

Secondo Johnson e i suoi sostenitori per l'economia britannica sarebbe un bene uscire dall'Unione perché verrebbero meno tutti quei vincoli al commercio che nel tempo sono stati inseriti nei Trattati e che condizionano pesantemente le scelte delle imprese su quali prodotti immettere sul mercato.

Un'altra cosa che non piace ai favorevoli alla Brexit sono le quote obbligatorie di rifugiati da accogliere per non incorrere in sanzioni; questo sistema viene giudicato ingiusto e vengono invece richieste norme che limitino fortemente l'ingresso di stranieri in Gran Bretagna.
Il Primo Ministro David Cameron è invece il più accanito sostenitore della permanenza del Regno Unito nell'Unione; un'eventuale Brexit è vista come penalizzante per l'economia perché verrebbero meno tutti gli accordi commerciali fin qui stipulati e la Gran Bretagna dovrebbe rinegoziare nuovi accordi con i Paesi membri dell'Unione e con Paesi terzi.
Senza più lavoratori stranieri, che attualmente svolgono quei mestieri che i britannici non vogliono più fare, si teme che tante industrie e tante fattorie possano trovarsi in grave carenza di personale ed andare così incontro ad una crisi duratura.
I vertici delle principali istituzioni comunitarie, da Donald Tusk a Jean Claude Juncker, sono scesi in campo al fianco di Cameron e hanno lanciato agli elettori britannici un messaggio chiaro: se vincerà la Brexit ci sarà un lungo periodo di recessione e la sterlina subirà una profonda svalutazione.
Qualunque sarà l'esito del referendum è chiaro che nell'Unione Europea così come la conosciamo c'è qualcosa che non va e che sta portando molti cittadini verso posizioni euroscettiche; l'avanzata dei pariti di estrema destra in molti Paesi, le continue proteste contro l'austerity e la cattiva gestione dell'emergenza immigrazione ne sono la palese dimostrazione.

 

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