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Money Monster: un mondo di reality

Possibile che certe teorie à la Brecht abbiano raggiunto l’inconscio dei registi hollywoodiani? È quello che ironicamente può sorgere in testa a chi ha fatto da spettatore all'ennesimo film di intrattenimento a tema “L’alta finanza è una truffa di livello globale”.
La falsariga di Money Monster è un thriller con ostaggio sulla lunghezza d’onda di Inside Man e con qualche nota di Omicidio in diretta dove lo schema è semplicemente rodato: l’uomo del popolo prende in ostaggio l’uomo di potere per ottenere visibilità fino a quando il piano si incrina.




Jodie Foster ha portato fuori concorso a Cannes un film che è stato definito classico nella regia e nel genere ma che forse ha qualcosa di interessante da offrire se ci si sofferma con più attenzione. Money Monster è un film in cui il tempo della storia e il tempo del racconto quasi coincidono arrivando efficacemente al fulcro stilistico e tematico del film che non è riconducibile tanto al ritmo coinvolgente del thriller quanto ad una metafora visiva molto semplice.


La sceneggiatura racconta di Kyle Budwell, un giovane ragazzo che dopo aver perso tutti i suoi risparmi a causa di un investimento consigliato dal programma condotto da Lee Gates/George Clooney, decide di prenderlo in ostaggio in diritta minacciandolo con una pistola e un giubbotto carico di esplosivi e costringendo la regista Patty/Julia Roberts a proseguire la trasmissione. L’unica speranza di sopravvivere per la troupe del TV show è scoprire la verità sul fallimento improvviso della Ibis, l’azienda che aveva mandato in fumo i risparmi dei suoi azionisti senza dare spiegazioni.


La normale frenesia del programma televisivo Money Monster, decisamente kitsch e disinformativo, si trova costretto a seguire per la prima volta un copione di pubblica utilità che però svelerà al pubblico in sala un mondo popolato di telespettatori apatici e menefreghisti, che guardano una possibile reale catastrofe come se si trattasse di un reality show qualsiasi.
La Foster ha tenuto insieme regia hollywoodiana ed il suo scavalcamento mostrando la frivolezza del mondo in cui viviamo tramite gli occhi delle televisione. Il pubblico cafone ed indifferente, è accusatore nel momento in cui si immedesima in Kyle che nel suo quarto d’ora di gloria incarna un disagio sconosciuto sino a quel momento. Ma una volta terminata la puntata di Money Monster, il mondo torna a fare quello che stava facendo, dimostrando che la finanza, la TV e le persone si nutrono di qualcosa che non è molto diverso da quello che alla fine si scoprirà essere l’arma di Kyle: pura finzione. 

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