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New York rende omaggio all’indimenticabile Anna Magnani!

Era il 1953, in diretta da New York, ai microfoni del corrispondente di Radio Uno, Gianni Granzotto, una splendida Anna Magnani raccontava le sue vivaci impressioni sulla Grande Mela: dall’autenticità, notata nei tanti americani incontrati per strada, allo sconcerto per quei grattacieli altissimi, che aveva visto soltanto al cinematografo. I titoli dei giornali erano tutti per lei, per quella diva, che aveva lasciato la sua amata Italia per presentare il film Bellissima, scritto da Cesare Zavattini e diretto da Luchino Visconti, che la porterà a vincere il quarto Nastro d’Argento.


“Lei m’imbarazza un pochino, perché dire in poche parole cos’è l’America è difficile. New York è una città che non si dimentica, la trovo vera, umana. Senza diminuire la bellezza di Londra o Parigi, trovo che New York abbia una forte personalità proprio come Roma, che ne ha una tutta sua. Non ci sono città simili a New York e Roma. […] L’impressione più autentica, che ho avuto, però, è la violenza, l’aggressività spontanea e sincera della gente. Se si può dire che New York è una città per Anna Magnani? Oddio, unire due cose così grosse, violente insieme non so cosa succederebbe!” così afferma scherzosa Nannarella, in quella stessa intervista al giornalista Granzotto, ritenuta oggi una delle più importanti rilasciate dall’attrice. A distanza di 63 anni il miracolo si compie: il nome di Anna Magnani è associato nuovamente a New York. L’istituto Luce-Cinecittà e The Film Society of Lincoln Center presenteranno, infatti, a partire dal 18 maggio fino al 1 giugno, La Magnani, una grande retrospettiva, che ripercorrerà dapprima a New York, poi in tutti gli Stati Uniti e in Canada, la brillante carriera della più amata attrice italiana, diventata celebre grazie al film neorealista Roma città aperta di Roberto Rossellini, con il quale ebbe una tormentata relazione e di cui proprio ieri ricorreva il genetliaco, e vincitrice del Premio Oscar come miglior attrice per il film La rosa tatuata di Daniel Mann, splendida pellicola, che compie quest’anno 60 anni. Presso il Walter Reade Theater del Lincoln Center verranno proiettati 24 film, tutti in formato 35 e 16 millimetri, messi a disposizione dall’Archivio Internazionale dell’Istituto Luce di Cinecittà per lo più.


La rassegna, che prenderà avvio dal terzo film di Nannarella, Tempo massimo di Mattoli del 1934, terminerà con Roma di Fellini nel 1972, in cui c’è la magnifica scena, che critici cinematografici e cineasti hanno definito il “simbolico addio” dell’attrice al mondo dell’arte. 


Attraverso il mito di Anna Magnani, a cui ricordiamo gli americani hanno anche tributato una stella sulla Walk of Fame di Hollywood, il pubblico d’oltreoceano avrà la possibilità di scoprire, o per i più la gioia di rivedere, alcuni dei più grandi capolavori del cinema italiano: da Bellissima di Luchino Visconti, dove l’attrice recitò al fianco di Walter Chiari e Alessandro Blasetti, regista che accettò di recitare la parte di se stesso; a Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini, che pareva cucito su misura per lei; da Risate di gioia di Mario Monicelli, in cui la vediamo in coppia con Totò, a L’onorevole Angelina di Luigi Zampa, che la volle a tutti i costi nella parte della popolana, carismatica arruffa folle, che lotta per un futuro migliore nel quartiere di Pietralata a Roma. “Superba. Quando c'è lei è come se in scena non ci fosse nessun altro”; “Nessuna attrice possiede la magia e il fuoco di Anna”; “La Magnani è probabilmente la più grande attrice con cui abbia mai lavorato, è l’animale completo, un animale appositamente creato per il palco e per lo schermo!” dissero di lei rispettivamente Enrico Maria Salerno, con cui la diva aveva lavorato in le Tre donne, George Cukor, che la diresse in Selvaggio è il vento, con il quale la Magnani trionfò al Festival del Cinema di Berlino e Jean Renoir, che la conobbe sul set de La carrozza d’oro. La retrospettiva proseguirà nelle maggiori città americane e canadesi: Chicago, Detroit, Berkeley, Los Angeles, San Francisco, Houston, Columbus e Toronto. Un evento eccezionale che ci rende fieri che al di là dell'oceano si celebri la nostra Anna Magnani, protagonista, non solo della storia del cinema italiano, ma mondiale.


Mi piace chiudere con una sua frase, oramai citata ovunque, ma che esprime tutta la sua forza, che mai smetteva di essere intima fragilità, il suo carisma, che era l’involucro della sua acuta intelligenza e la sua spontaneità, quella mordace genuinità, che ha incantato registi, attori e pubblico: “Ce metti una vita intera per piacerti, e poi, arrivi alla fine e te rendi conto che te piaci. Che te piaci perché sei tu, e perché per piacerti c'hai messo na vita intera: la tua. Ce metti una vita intera per accorgerti che a chi dovevi piacè, sei piaciuta ... E a chi no, mejo così. Ce metti na vita per contà i difetti e riderce sopra, perché so belli, perché so i tuoi. Perché senza tutti quei difetti, e chi saresti? Nessuno.”



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