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Riscoprendo Altiero Spinelli, autore del Manifesto di Ventotene

“La civiltà moderna ha posto come proprio fondamento il principio della libertà, secondo il quale l'uomo non deve essere un mero strumento altrui, ma un autonomo centro di vita”. Con queste parole si apre il Manifesto di Ventotene, uno scritto, considerato una pietra miliare per l’europeismo, pieno di ardore e di entusiasmo, che traccia le linee guida di quella che sarà la carta dei diritti fondamentali dell’UE. 


Il documento, steso nel 1941 da Altiero Spinelli e da Ernesto Rossi, fu pubblicato nel 1944 da Eugenio Colorni, che ne scrisse la prefazione. Alla sua realizzazione contribuirono l’antifascista tedesca Ursula Hirschmann e molti altri confinati politici, relegati presso Ventotene, nel Mar Tirreno. Quel manifesto lascerà la soffocante prigione della più piccola delle isole pontine, per prendere ben presto il «volo» verso i cieli d’Europa. E vola alto ancora oggi, proprio per la sua modernità. Il "folle volo" non poteva che essere di un uomo all’altezza di Ulisse, Altiero Spinelli, passato alla storia come il padre fondatore dell’Europa. Un intellettuale impegnato, che già a vent’anni lottava contro le prepotenze del regime fascista; un vero e proprio maître à penser, autore di pagine diaristiche intessute di quella poliedricità culturale e multiformità di ingegno, comunemente attribuita ad Ulisse, che sono state il principale pregio delle profonde menti del Novecento. A trent’anni dalla sua scomparsa, l’Università per l’Europa, in collaborazione con il Movimento Federalista Europeo e con  l’Università La Sapienza, lo ricorda con Riscoprendo Altiero Spinelli, autore del Manifesto di Ventotene, un incontro che si terrà lunedì 23 maggio 2016, presso l’Aula Multimediale del Rettorato della Sapienza (Piazzale Aldo Moro 5, Roma), dalle ore 11 alle 13,15.


Al convegno, al quale parteciperanno il rettore dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza, Eugenio Gaudio e l’onorevole Giuliano Amato, interverranno Giampiero Gramaglia, giornalista de Il Fatto Quotidiano, Dino Pesole, editorialista de Il Sole 24 ore, Silvana Cirillo, docente di Italianistica, Giulia Vassallo, Dottoressa di ricerca in Storia contemporanea e Antonio Argenziano, membro della Gioventù Federalista Europea, moderati dal professor Francesco Gui, coordinatore de L’università per l’Europa. Durante l’incontro Gianluigi Fogacci (straordinario attore italiano, protagonista di spettacoli teatrali quali Sogno di una notte di mezza estate e del Mercante di Venezia di Shakespeare e di Santa Giovanna dei macelli di B. Brecht, tutti diretti dall’indimenticabile Luca Ronconi) e le giovani attrici Francesca Golia e Eithel Di Tondo leggeranno alcuni brani tratti da Diario europeo (1989-92), da molti scritti politici di Altiero Spinelli e dal memoriale di quest’ultimo, intitolato Come ho tentato di diventare saggio. Io Ulisse (ed. Il Mulino); quell’autobiografia, che Arrigo Levi definì "uno dei più belli libri che in questa generazione si siano aggiunti al corpo della letteratura italiana… un libro fondamentale della letteratura del Novecento, che è anche un importante documento politico del nostro tempo". 


Di quell’Ulisse, che sentiva vicino a sé, Altiero Spinelli eredita tutti gli epiteti: egli fu eroe dal «grande cuore» (in greco antico μεγαλήτωρ, megalétor) e dai «molteplici inganni» (πολυμήτις, polymétis), uomo «ingegnoso» (‪πολυμήχανος, polyméchanos), la cui vita è contrassegnata «dai mille viaggi» (‪πολύτροπος, polýtropos). Ulisse è il nome con cui il giovane Altiero si fa chiamare dai compagni durante la Resistenza. Ulisse è l’eroe greco che crede alla bellezza dei propri sogni. Ulisse è il navigante sagace, che non si lascia incantare dalle lusinghe delle sirene, che secondo la leggenda, nuotavano proprio nelle acque di Ventotene. Ulisse è l’uomo che, animato da un’ insaziabile curiosità, non si stanca di errare per i mari d’Europa, oltre i limiti allora noti, dove nessuno avrebbe mai osato. Cassate Ulisse, e aggiungete Altiero Spinelli. Nulla cambia. Entrambi ci hanno lasciato, infatti, un immenso desiderio di libertà. Ed è straordinario come i destini degli uomini molto spesso non solo si intreccino, somiglino, ma addirittura si ripetano. 

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