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Scomparsa del volo EgyptAir: è terrorismo

Ieri il volo MS804 della compagnia EgyptAir è scomparso dai radar mentre stava andando a Il Cairo dopo essere partito dall'aeroporto di Parigi Charles De Gaulle nella tarda serata di mercoledì. Gli ultimi a parlare con il pilota sono stati due controllori di volo greci; non sarebbero stati segnalati problemi a bordo e, anzi, sembra che il pilota ed il copilota fossero di ottimo umore.


Un primo allarme che qualcosa stava andando storto è un segnale di emergenza lanciato dall'aereo alle 2:26 di ieri mattina; due ore dopo, alle 4:26, è stato captato un altro messaggio di aiuto. Il capitano di una grossa nave mercantile ha dichiarato di avere visto chiaramente delle fiamme nel cielo mentre era in navigazione al largo dell'isola greca di Karpathos nel sud est del Mar Egeo, ed è proprio lì che nelle prime ore di questa mattina hanno cominciato ad affiorare i primi rottami. La Marina greca e quella egiziana hanno subito mandato alcune loro navi per scandagliare il tratto di mare in cui molto probabilmente l'aereo si è inabissato per recuperare quanti più indizi possibili, e soprattutto le preziosissime scatole nere, per chiarire la dinamica dei fatti. L'ipotesi più probabile è che si sia trattato di un attentato terroristico; alcuni simpatizzanti dell'ISIS potrebbero essere riusciti ad introdurre all'interno del velivolo una bomba abbastanza potente da aprire uno squarcio nella fusoliera dell'aereo e farlo precipitare in mare, anche se non viene del tutto esclusa la pista del kamikaze che si è fatto esplodere in volo. 


Mentre le indagini proseguono a tutto campo, montano le polemiche sulla sicurezza aerea e sul controllo dei dipendenti degli aeroporti, soprattutto addetti ai bagagli e alla pulizia dei velivoli che hanno accesso a zone degli scali interdette ai normali viaggiatori e molto sensibili. Si è scoperto che il velivolo della EgyptAir aveva fatto scalo anche a Tunisi e ad Asmara, in Eritrea, prima di volare a Il Cairo e quindi a Parigi, dove è partito per quello che sarebbe stato il suo ultimo viaggio. Militanti dell'ISIS travestiti da personale aeroportuale potrebbero avere nascosto una bomba a bordo in uno qualsiasi di questi aeroporti, ma anche al controllatissimo Charles De Gaulle di Parigi; in quest'ultimo scalo sono stati licenziati negli ultimi tempi ben 70 dipendenti per sospetto radicalismo religioso islamico. Il tristemente famoso caso del volo MetroJet ha dimostrato quanto per un terrorista possa essere facile nascondere un ordigno a bordo di un aereo e farlo esplodere in qualsiasi momento; poco dopo quella tragedia un video su Internet fece vedere che l'esplosivo era stato nascosto in una comunissima lattina. Mentre il lavoro degli inquirenti continua a ritmo serrato, l'unica cosa certa è il dolore di parenti e amici delle 66 vittime, che aspettano di avere almeno una tomba su cui piangere i loro cari.

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