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Attentato all'aeroporto di Istanbul

Ieri attorno alle 22:00 ora locale sette attentatori hanno seminato paura e distruzione nel terminal principale dell'aeroporto di Istanbul, la città turca più cosmopolita e più aperta al turismo.


I terroristi hanno prima attirato le guardie di sicurezza nel parcheggio con una azione dimostrativa, e poi sono entrati nel terminal dove hanno sparato all'impazzata con armi pesanti contro la folla dei passeggeri in coda ai banchi del check-in e in attesa dei controlli di sicurezza davanti ai metal detector. Tre dei sette terroristi si sono fatti esplodere nel bel mezzo del terminal provocando moltissime vittime innocenti, tra cui donne e bambini, e gravi danni alla struttura aeroportuale.
I primi testimoni oculari della mattanza hanno raccontato di avere sentito prima gli spari e poi fortissimi boati; tanti viaggiatori sono corsi via in preda al panico con gli abiti ancora insanguinati.
Una delle guardie di sicurezza dello scalo aeroportuale avrebbe visto uno dei terroristi che stava scappando e gli avrebbe sparato ferendolo gravemente; nei filmati delle telecamere a circuito chiuso si vede l'uomo che accasciato a terra riesce comunque ad attivare la sua cintura esplosiva.
Il bilancio dell'attacco è ancora provvisorio e sarebbe di 41 vittime accertate e più di 100 feriti, di cui alcuni sono in condizioni molto gravi e si teme che non riescano a sopravvivere.
Secondo le autorità turche l'attentato sarebbe opera del sedicente Stato islamico, che vorrebbe dimostrare di essere ancora in grado di colpire nonostante le numerose sconfitte subite in Siria e in Iraq ad opera della coalizione internazionale a guida statunitense.
Per ora non sono giunte rivendicazioni, e le indagini degli inquirenti turchi sono subito iniziate per chiarire cosa sia veramente successo e se ci siano state falle nella sicurezza aeroportuale.

L'attacco rischia di mettere in seria difficoltà la stagione del turismo estivo, viste le vacanze ormai alle porte, e soprattutto rischia di fare miseramente naufragare la fragile ripresa delle relazioni diplomatiche della Turchia con la Russia e con Israele.

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