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“Con i legumi sfameremo il mondo”, la promessa della FAO

Il 2016 è stato scelto dalla FAO (agenzia delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura) come l’anno internazionale dei Legumi. Secondo la FAO i legumi contribuiscono ad affrontare materialmente la grande piaga della fame mondiale, l’insicurezza alimentare, la malnutrizione, l’ecosistema e le malattie; lo slogan che identifica i legumi è: ‘semi nutrienti per un futuro sostenibile’.


Piante ricche di proteine e di minerali appaiono come le utili e salutari sostituzioni alla carne, sia rossa che bianca, consumata annualmente per cifre che stanno dai 150 chilogrammi negli Stati Uniti e 90 in Europa. Quantità assolutamente spropositate sia per i costi di produzione, per produrre un semplicissimo chilo di carne di manzo occorrono circa 15.000 litri di acqua, per lo stress fisico con successive cure massicce di antibiotici e per finire, ma non meno importante, bisognerebbe sapere che oggi in Africa il consumo sfiorerebbe appena i 10 chili all’anno. 
Fagioli, piselli, fave, lupini, ceci, lenticchie e arachidi sono solo una manciata di cereali da annoverare su una categoria gastronomica che vanta 12.000 specie. I primi cinque paesi esportatori – Canada, Australia, Myanmar, Stati Uniti e Cina – sanno bene quanto questi prodotti siano importanti non solo per la dieta quotidiana degli esseri umani ma soprattutto per il benessere del suolo. La terra attira azoto dalle piante e ricostituiscono l’humus naturale per arricchirlo e solitamente i processi di coltivazione e semina seguono dei cicli necessari affinché i terreni assumano tutti i nutrienti necessari per la raccolta finale di un prodotto eccellente. 
Per via delle loro innumerevoli proprietà nutrizionali e il loro gusto intenso, spesso utilizzati come primo piatto o seconda portata, oggi le varietà di maggior prestigio sono 30 tutelate dall’associazione internazionale per la salvaguardia e la tutela dei prodotti enogastronomici Slow Food che rientrano nella sezione ‘Presidi’. Tra i più importanti ricordiamo i Fagioli di Smilyan della Bulgaria o la Fava Cottòra dell’Amerino della nostra bella Umbria. 
Capita a fagiolo dire che gustare questi meravigliosi gioielli proteici crei beneficio alla nostra salute, a quella del nostro pianeta e della Madre Terra.

Maria Carola Leone

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