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Direttiva Bolkestein, tsunami in vista o solita commedia all’italiana?

Il florido mercato delle concessioni marittime, e magari i rapporti clientelari che intercorrono tra i gestori degli stabilimenti balneari e le amministrazioni pubbliche, è a una svolta? Sembra proprio di si in quanto secondo la Corte di Giustizia dell’Unione Europea occorrerà rifare tutte le gare per dare in concessione il demanio marittimo.


Un affondo del WWF in merito alla presenza degli stabilimenti balneari sulla costa idonea alla balneazione, (4.000 km sugli 8.000 di coste italiane) dice che essi ne occupano ¼ ma l’esiguità dei canoni demaniali lascia spazio all’immaginazione per ciò che concerne evasione e lauti guadagni, guadagni che potrebbero addirittura essere un quintuplo dell’effettivo dichiarato…come a dire “a pensar male si fa peccato, ma a volte ci si azzecca”. Bolkestein quindi nel mirino tanto di imprenditori del settore quanto di assessori regionali al turismo, dalle nostre parti si è levata a gran voce quella di Claudio Fantini, patron del Fantini Club di Cervia che coi 200 m. di larghezza e i suoi 6 stabilimenti balneari consecutivi è in regione stella di prima grandezza, area fitness, centro benessere e naturalmente ristorante. Fantini è vulcanico organizzatore di eventi sportivi in ambito “High Quality Lifestyle” e si augura che saranno le regioni a recepire la direttiva (s)paventando che la Bolkestein “sarebbe uno Tsunami per l’economia balneare e a cascata anche su quella dell’entroterra”, non considerando che invece ne beneficerebbe proprio l’entroterra collinare in quanto il suo potenziale ricettivo fatto di agriturismi e bed&breakfast per tutte le tasche ha già le carte in regola per diventare immediata e ideale alternativa vacanziera, semmai proprio scapito suo, nel caso che dalla costa si levasse un’impennata dei costi dei servizi per turisti dovuta all’aumento dei canoni demaniali. A metà strada la politica del settore, il ministro agli Affari Regionali Enrico Costa ha parlato di “linee guida e periodo transitorio in quanto le regioni stanno riassegnando le attuali concessioni”, come a dire che in Italia dalla sera alla mattina è sempre impensabile risolvere questioni di questo genere che per dieci anni sono state aggirate e prorogate. Tsunami o no, come sempre ci si metterà una pezza perché garantire i balneari e aderire alle indicazioni della direttiva Bolkestein in tempi stretti sembra sempre più una “mission impossible”, come purtroppo recita la solita tragicomica commedia all’italiana.


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