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Presentato a Roma il 9° Rapporto sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza del Gruppo CRC

“I due grandi problemi dell’adolescenza sono: trovarsi un posto nella società e, allo stesso tempo, trovare se stessi.” Così il famoso psicanalista austriaco Bruno Bettelheim commentava la stagione della vita più difficile, quella dove vuoi contemporaneamente essere come tutti e uguale a nessuno. 


In occasione del 25°anniversario dalla ratifica della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Italia, avvenuta, infatti, il 27 maggio 1991 con la Legge 176/1991, il 9° Rapporto del Gruppo CRC fa il punto sulla sua attuazione. Alla presentazione, avvenuta questa mattina, alle 11.30, presso la sala Igea dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana (Palazzo Mattei di Paganica) a Roma, sono intervenuti il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti e l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Filomena Albano


Il Gruppo CRC, ricordiamo ai nostri lettori, è un network, nato nel lontano 2000, costituito da 91 associazioni, le quali si occupano attivamente della promozione e tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nel nostro Paese, coordinato da Save the Children Italia. Secondo quanto emerge dal 9° Rapporto di monitoraggio, sono 2.293.778 gli adolescenti dai 14 ai 17 anni che vivono nella nostra penisola, di questi 186.450 sono stranieri. Il 92,6% di essi trascorre la propria giornata senza separarsi mai dallo smartphone, il 63,4% fa uso di alcol, tabacco e cannabis e conosce il sexting, l’11,5% gioca d’azzardo on line e oltre il 50% ha subito azioni di bullismo o di cyberbullimo; 7.000 di loro vivono in comunità, con molte incertezze sul loro futuro dopo aver raggiunto gli attesi diciott'anni. Un quadro doloroso, a cui si aggiunge il fatto che la maggior parte dei giovani getta la spugna, dopo la scuola dell’obbligo, soprattutto gli alunni disabili. Il 2,2%, infatti, entra, suo malgrado, a far parte della categoria dei “NEET” (not in education, employment or training), ovvero quei ragazzi che non studiano e non lavorano, e non sono inseriti in un percorso di formazione. Sono giovani che purtroppo vivono sospesi come in un limbo, in attesa che qualcuno tenda loro una mano per aiutarli, anche se alcuni di essi vorrebbero far credere di non averne bisogno. L’Istat ne ha contati addirittura 2 milioni nel 2014. Purtroppo l’Italia è il paese europeo che detiene un primato spaventoso in merito, vanta infatti il più alto tasso di dispersione scolastica: il 15% dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni ha conseguito al massimo il titolo di scuola media. Triste, se si pensa che l’Italia è quello stesso paese magnificato nel mondo per patrimonio culturale e artistico. Consola sapere, però, che il 9,7% dei giovani ha svolto attività gratuite in associazioni di volontariato (nel 2014 erano l’8,6%). “Ragionare sulle politiche per gli adolescenti, considerandole come parte delle politiche rivolte in senso più ampio ai giovani, è importante” - sottolinea Arianna Saulini, di Save the Children e coordinatrice del Gruppo CRC – “anche perché è in corso a livello europeo un tentativo di profondo rinnovamento, che mira a promuovere iniziative che mettano definitivamente da parte la visione dei giovani come problema, riconoscendoli pienamente come risorsa, da rilanciare mediante politiche di empowerment”. 


Ad oggi, purtroppo, sono ancora molte le leggi ferme in Parlamento, tra cui la riforma del sistema di protezione e accoglienza dei Minori stranieri non Accompagnati o l’acquisizione della cittadinanza per i minorenni di origine straniera. Durante il meeting è stato evidenziato come il Gruppo CRC affermi la necessità di azioni educative qualificate, che coinvolgano tanto la famiglia quanto la scuola, così come il Terzo Settore e le istituzioni, cui viene richiesto di investire adeguatamente affinché gli adolescenti possano prender parte pienamente alla vita, progettare percorsi e intraprendere sentieri mai battuti, realizzare perfettamente se stessi, facendo leva sulle proprie capacità, in altre parole di “vivere fuori dalla marginalità, come protagonisti reali – e non virtuali – del tessuto sociale", come ha affermato Arianna Saulini. Incontri come questo dell’8 giugno 2016, il cui ufficio stampa della conferenza di lancio è stata curato dalla Leeloo srl, sono importanti, proprio perché sono in pochi ad interessarsi al periodo di mezzo della vita, quello complesso, in cui il bruco lotta duramente per diventare farfalla: l’adolescenza.

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