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Quando una passione ti apre mille mondi diversi: la lettura come viaggio salutare

“Io abito in due mondi. Uno è quello dei libri. Sono vissuta nel Faulkner Yoknapatawpha country, ho dato la caccia alla balena bianca sul Pequod, ho combattuto con Napoleone, ho navigato in zattera con Huck e Jim, ho commesso cose assurde con Ignatius J. Reilly, ho viaggiato in treno con Anna Karenina, sono stata nella strada di Swann.”


Chi ricorda questa frase? Quando ero ragazzina ero innamorata di Rory Gilmore – la studiosa protagonista di Una mamma per amica. La sua passione per lettura e scrittura – la stessa che scorreva nelle mie stesse vene – era totale, assoluta. Portava sempre con sé un libro – fosse anche per portarselo al ballo della scuola – e scriveva sempre e di tutto. Mi rivedevo in lei, e, nonostante non avessi occhi grandi e azzurri, mi sembrava la mia copia esatta. Nel viso le spuntava una luce, quando appariva un libro, e quella luce la vedevo in me stessa quando, per compleanno o per Natale, il regalo era un mattone che profumava di carta e di nuovo. Sognavo, un giorno, di poter scrivere e leggere tanto, o scrivere di ciò che avevo letto, esattamente come faceva lei. E il mio sogno si è avverato. La scrittura e la lettura sono diventate la mia vita, e niente potrebbe mai eguagliare l’odore di un libro appena comprato. Poi, con il tempo, è sopraggiunto un amore incondizionato per i libri antichi. In quelle pagine che odorano di vecchio, di polvere e talvolta anche un po’ di muffa, io immagino mille storie… Chi l’avrà stretto tra le sue mani? Chi avrà sognato tra quelle righe? Chi avrà chiuso gli occhi immaginando i protagonisti, esattamente come faccio io?
Quando arriva sera e la giornata giunge al suo termine, accavallo le gambe nel mio divano rosso fuoco e inizio una nuova vita. Non importa se abiterò nella Grande Mela o in un villaggio di campagna; non importa se sarò un avvocato senza scrupoli o una donna innamorata che cerca di conquistare l’uomo della sua vita; non importa se vivrò un’esperienza tragica o bellissima… tra quelle pagine io sarò un’altra, vivrò una vita differente.
“Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5.000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è un’immortalità all’indietro.” diceva il grande Eco, scomparso di recente. Chiunque legga sa quanta verità è racchiusa in queste poche parole.
Che poi, sapevate che chi legge è più felice di chi non è solito farlo?
Lo ha dimostrato una recente ricerca commissionata dal Gruppo editoriale Mauri Spagnol (GeMS) in occasione del suo decennale e condotta da Cesmer, Centro di Studi dell’Università Roma Tre.
Pare che la lettura, quando avviene per il puro piacere di essere fatta, sia un’attività molto somigliante al gioco. Non richiede sforzi, e ci vuole solo una buona dose di immaginazione. Poi, altro elemento che rende la lettura un hobby vincente, è che non si tratta di un’occupazione passiva: quando si legge se si è ansiosi di arrivare al finale si può scorrere le pagine fino alla fine, mentre se un passaggio, magari descrittivo, ci è piaciuto particolarmente, possiamo rileggerlo all’infinito.
Avete mai letto la notte, per tenere lontane le preoccupazioni? O per conciliare il sonno?
Pare che mediante le disavventure dei protagonisti si venga in possesso di un intero database su come reagire di fronte a sensazioni particolari, coma paura, disgusto, tristezza o rabbia.
Se non si è mai stati lettori accaniti e si vuole iniziare una “nuova vita” occorre trovare un luogo tranquillo per estraniarsi dalla realtà – cosa che poi verrà naturale anche in luoghi affollati – e dedicarsi a libri che appassionano fin dall’inizio.
Et voilà: avrete trovato una via di fuga.

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