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Scene apocalittiche in Sicilia, l’isola brucia

La Sicilia continua a bruciare sotto agli occhi ancora increduli e spaventati degli abitanti dell’isola. Da giovedì 16 giugno si sono sviluppati vasti roghi nella zona orientale e della costa tirrenica del territorio favoriti dalle temperature altissime, in alcuni punti si sono sfiorati 46 gradi, e forti raffiche di vento di scirocco. Nonostante gli scenari apocalittici vissuti sembrerebbe che l’emergenza stia lentamente rientrando, secondo quanto afferma la centrale operativa della Protezione Civile Regionale. 


Stamane si è tenuto un vertice, in prefettura nel capoluogo, per capire meglio come gestire questo ‘imprevisto stagionale’ tra il Ministro dell’Interno Angelino Alfano, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti e il capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio. Alfano ha detto che la pista dell’autocombustione sembrerebbe da evitare in quanto si tratterebbe di incendi di natura dolosa, il medesimo ha assicurato che la polizia e i carabinieri dovranno assicurarsi di punire i responsabili di questo gesto ignobile. 
A Palermo si segnalano alcuni focolai, che fino a 12 ore fa erano delle vampe altissime e spaventose, sulla sommità di Monte Pellegrino nella quale sono installati vari ripetitori televisivi e linee telefoniche. In questo momento l’andirivieni dei Canadair si è placato notevolmente rispetto a ieri. Vi sono altri focolai nella zona di Poggio Ridente, nella borgata marinara dell’Arenella in cui vi è un’aria irrespirabile e ancora a San Martino delle Scale, Castellaccio e Piano Geli dove la situazione è ‘sotto controllo’. 
La situazione rammaricante si registra sulle località che si affacciano sul Tirreno, sul messinese e sui Nebrodi. Comuni come Capo D’Orlando, Militello Rosmarino, Naso e Contrò hanno vissuto attimi di terrore provocando la chiusura parziale dell’Autostrada Palermo-Messina e della Strada Statale 113, adesso entrambe aperte al traffico. A Cefalù è stato evacuato il turistico Hotel Costa Verde, mentre Chiaramonte Gulfi (Ragusa) e Roccalumera contano ancora i danni provocati dal fuoco. 
Nonostante in mattinata sia stato riaperto il tratto dell’A20, a Buonfornello e a Castelbuono si registrano ingenti danni data la loro posizione centrale nella viabilità sicula. Ulteriori disagi sono stati registrati nei collegamenti ferroviari sulla tratta Palermo-Messina ma si è provveduto immediatamente a ripristinare i contatti tra le località grazie alle corse programmate senza limitazioni dei bus. 

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