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Repubblica Italiana: i miei primi settant'anni

Oggi per la nostra penisola è un giorno speciale. Ricorre, infatti, il settantesimo anno dalla proclamazione della Repubblica. Era il 2 giugno del lontano 1946. Data, per noi italiani, particolarmente significativa, una doppia ricorrenza, che ci ricorda anche la prima votazione, a cui parteciparono le donne.


Settant'anni, due repubbliche, ventisette legislature, sessantatré governi e dodici presidenti della repubblica e questi sono soltanto alcuni dei numeri che abbiamo raggiunto dal 1946. Per una nazione settant'anni non sono poi così tanti; basti pensare che i nostri genitori o nonni sono tutti nati sotto il regno d'Italia. Tuttavia, 155 anni sono trascorsi dalla proclamazione dell'unità, quanto basta forse per decidere se esserne orgogliosi o meno. Facendo dei bilanci, si può dire che, a partire dalla fine del secondo conflitto mondiale, abbiamo visto vincere 13 premi Nobel (che si aggiungono ai 7 del regno), 55 premi Oscar, tra cui spiccano i 13 come miglior film straniero (record per una lingua non inglese) e 4 mondiali di calcio. 


Non soltanto attraverso dei premi abbiamo raggiunto dei traguardi di cui essere fieri. Luciano Pavarotti, Claudio Abbado, Italo Calvino, Pier Paolo Pasolini, e ancora Margherita Hack, Renzo Piano, Umberto Eco, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, sono soltanto alcuni nomi di personalità diverse tra loro, che hanno lasciato il segno nella nostra società. Figure originali, innovative, intelligenti, creative e oneste, a volte però anche discusse e criticate. E non si possono non ricordare momenti difficili come le tensioni del dopoguerra tra Democrazia Cristiana e PCI, sfociate poi nel brigantismo, gli anni di piombo e tutte le stragi di mafia, lo scandalo di Tangentopoli, la recessione economica del nuovo millennio e l'ombra del fascismo, che pesa ancora oggi su questo Paese. 
Insomma, nel bene e nel male, sono passati settant'anni. Forse, tergiversare nei ricordi non ha una grande utilità, ma ci può servire per smetterla di criticare tanto questo Paese che, con tutti i difetti che ha, dimostra di sapere anche dare il meglio di sé.

Lorenzo Zaccaria

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