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Attentato a Nizza, le reazioni politiche nel Belpaese

La scuola ebraica a Tolosa (19 marzo 2012), la sede del giornale satirico Charlie Hebdo” a Parigi (7 gennaio 2015), i tre attacchi coordinati a Parigi e dintorni: Stade de France; I, X e XI arrondissement di Parigi e la sala concerti Bataclan (13 novembre 2015). Il Camion sulla folla a Nizza è l'ultimo dei feroci attacchi terroristici che ha visto la Francia convivere con il terrore per la distruzione, per il sangue, per i feriti, per i morti.


A Palazzo Chigi bandiere a mezz'asta mentre stasera sul Campidoglio, su disposizione del primo cittadino Virginia Raggi, saranno riflessi i colori della bandiera francese. 

Per il capo dello Stato, Sergio Mattarella, “La feroce propaganda del fondamentalismo di matrice islamista ha trovato ancora una volta un folle esecutore che ha colpito in modo gravissimo tutta l' Europa nell'amica nazione francese nel giorno della sua Festa nazionale. Al popolo di Nizza, alle autorità di Francia, il sostegno e la solidarietà della Repubblica italiana. L'orrore, il dolore della Francia sono il nostro orrore, il nostro dolore. I morti di Nizza, di qualunque nazionalità, sono i nostri morti”. 


Il premier Matteo Renzi ha parlato di dolore, commozione, solidarietà e voglia di reagire. Lo stesso ha rassicurando circa l'operativa, in queste ore, delle strutture preposte: La Farnesina con l'Unità di Crisi per i nostri connazionali a Nizza; il Viminale con lavoro sulle frontiere e sulla pianificazione interna oltre ai servizi di intelligence ed all'incontro di lunedì prossimo con i capigruppo di maggioranza e opposizione “per condividere con loro – nel rispetto dei ruoli – lo stato dell’arte”. Da Nizza – ha proseguito in numero uno di Palazzo Chigi – siamo abituati a ricevere cartoline di bellezza, non le immagini di morte con una bambola abbandonata accanto a un passeggino distrutto. 


La presidente della Camera, Laura Boldrini, che stamani ha portato una mazzo di fiori all’Ambasciatrice di Francia Catherine Colonna a Palazzo Farnese, ha dichiarato che la battaglia della Francia è anche una nostra battaglia e proprio per questo serve un'Europa unita in cui ci sia maggiore collaborazione tra forze di polizia, intelligence e sistema giudiziario. Ma insieme bisogna anche stabilizzare Mediterraneo e Medio oriente, investendo là dove ha origine il terrorismo. Altrimenti saremo noi ad essere sempre più destabilizzati”. Il presidente del Senato Pietro Grasso, invece,  in un messaggio al collega francese Gérard Larcher, ha espresso la solidarietà personale e del Senato della Repubblica italiana condannando con assoluta fermezza "la disumanità che trasforma persone inermi in strumenti di turpi obiettivi ideologici e politici”. 

Angelo Portogallo

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