Ultime Notizie

Attentato a Nizza: Nessun Dio vorrebbe questo

Sono qui, stesa a terra, come una cosa gettata in un angolo e dimenticata. Immobile, non posso muovermi, non posso correre più. Libertà e diritto di correre mi sono stati strappati via come petali di margherite bianche in un prato di sangue. Io non ce l’ho fatta, il mio cuore ha smesso di battere, pietrificato dalla cattiveria, dalla violenza gratuita e dalla smisurata ferocia, che tutte le creature del mondo hanno scansato e che l’uomo, invece, ha pensato bene di caricare sulle proprie spalle. 


La mia foto, realizzata da Eric Gaillard, reporter dell’agenzia britannica Reuters, ha fatto il giro del mondo, condivisa centinaia di volte sui social network, suscitando la rabbia e l’indignazione di molti. Da condannare chi l’ha scattata, immorale chi l’ha postata sulla propria bacheca, sciacalli i giornalisti che l’hanno voluta in prima pagina. Quanto affanno si dà la gente quando deve puntare il dito, non è vero? E con quanta cura poi. Ripeto, sono qui, stesa a terra, come una cosa gettata in un angolo e dimenticata. Abbandonata sì, perché si parlerà di me, soltanto per qualche altro giorno. Poi il buio e io sarò soltanto l’ennesima vittima di un attentato, che nessuno mai si sarebbe aspettato. Forse, e spero mai, se ne parlerà ancora se ci sarà un altro “uomo nero” pronto a far fuoco, in un gioco, che non diverte nessuno e fa paura a piccoli e grandi. Coperta da una carta, che pare quella adoperata per i regali di Natale, su questo marciapiede non sono sola, accanto a me, sono in tanti quelli che hanno un’unica colpa: quella di non aver corso abbastanza. 


Travolti dalla follia di un uomo, che diceva di portare gelati, non kalashnikov. Schiacciati disumanamente tra le urla e gli spari. Sul lungomare di Nizza, che potrebbe essere quello di Viareggio, Barcellona o Miami giacciono i corpi di chi aveva scelto di divertirsi in una serata d’estate, di chi voleva festeggiare la libertà del paese, che tra i primi d’Europa, ce ne ha spiegato e poi trasmesso il valore e di cui la presa della Bastiglia è simbolo, di chi era ed è per la vita.  Ora, che mi è stata tolta, ne capisco tutta la bellezza. Non guarderò più dei fuochi d’artificio di notte, e anche per i sopravvissuti questi non saranno più uno spettacolo di luci e colori, ma i tuoni di una tragedia imminente, ricordo di panico e angoscia. Laverebbero via con l'acqua fresca, se si potesse, il ricordo cocente dell'orrore che hanno visto e subito. Ma vi prego non stancatevi di vederli i fuochi e festeggiare. Non diventerò mai grande, quella bambola, vestita di rosa vicino a me, resterà una bambola, mai diventerà una figlia vera, né io sarò madre e sposa felice. La mia mamma non mi rivedrà mai più, ne mi bacerà sulla fronte, né sentirà il profumo di un mio abbraccio, che già mi manca. Sono qui, stesa a terra, come una cosa gettata in un angolo e dimenticata. E con me tanti altri bambini con i loro sogni e progetti nella polvere. Non andrò mai all’università né litigherò con qualcuno per un posto in un parcheggio o piangerò per un ragazzo, che non mi vuole. Anche le cose più brutte della vita mi paiono belle e quelle insignificanti più importanti. Non restatevene chiusi in casa, non abbiate paura di vivere, di godere della quotidianità, altrimenti su questa lunga strada, che va da Nizza fino a Parigi, passando per Dacca e Bruxelles, saremmo stati massacrati senza una ragione e gli attentatori l’avrebbero vinta. Perché ci invidiano l’uso che facciamo della nostra libertà. Non dimenticatevi di me, serbate la vostra tenerezza e indignazione per domani e per i giorni che verranno. 


Gli articoli in prima persona non si scrivono, è una delle prime regole del giornalismo, che oggi mi sento di infrangere. La bimba a terra poteva essere vostra figlia, nipote, sorellina da proteggere. Per quanto tempo ancora il mondo farà finta di non vedere e di non sentire? Siamo in guerra? Cosa possiamo fare? L’attentato di Nizza non è stato ancora rivendicato dall’Isis, ma sono in pochi a credere che il trentunenne franco-tunisino Mohamed Lahouaiej Bouhlel, killer lucido e spietato, il quale alla guida di un grosso camion, alla velocità di circa 80 chilometri all'ora, ha stroncato la vita di decine e decine di persone, che si trovavano sulla Promenade des Anglais per assistere ai festeggiamenti del 14 luglio, abbia agito da solo. 


In uno degli articoli dell’Inspire, rivista del jihadismo, proprio Al Qaida aveva proposto ai fedelissimi di usare automobili e autocarri come dei mietitori di morte, "non per tagliare l'erba ma per falciare i nemici di Allah". 84 i morti, più di 200 i feriti, tra cui 54 bambini. No, non esiste un Dio, che vorrebbe tutto questo. Stasera urlerei contro il cielo la marsigliese pur non conoscendola per intero, stasera vorrei che non morisse al mondo nessuno, ma proprio nessuno.


Prima Pagina on line (www.primapaginaonline.org) - Testata registrata al Tribunale di Bologna, pr. n. 8292 del 06/03/2013. Sito progettato da Templateism.com Copyright © 2011

Powered by Blogger.