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Attentato Rouen. L’Europa sta davvero combattendo il terrorismo islamico?

Forse un giorno Padre Jacques Hamel potrà perdonare chi non ha saputo difenderlo. Perché il fatto che uno dei due killer si trovasse in libertà vigilata nonostante le prove della sua affiliazione all’Isis ed al fondamentalismo islamico rappresentano chiaramente una falla enorme nel sistema di difesa francese ed europeo in generale. “Un uomo gentile e generoso, un uomo di pace”. Così viene oggi ricordato quest’anziano prete di 86 anni, in pensione da qualche tempo e che nella Chiesa dove ha trovato la morte si trovava solo per sostituire un altro prete, titolare della parrocchia. 


Nato a Darnetal, Seine-Maritime, nel 1930, era stato ordinato prete nel 1958 e nel 2008 aveva festeggiato, tra l’entusiasmo e la gioia dei fedeli che lo amavano, i suoi 50 anni di sacerdozio. Nonostante avesse ormai raggiunto l’età della pensione, questo prete instancabile aveva continuato a dare il suo aiuto ai suoi colleghi più giovani celebrando o partecipando a matrimoni, battesimi, funerali, messe parrocchiali, senza  mai tirarsi indietro e tentando di pronunciare sempre una parola buona e di conforto a coloro che si trovavano in difficoltà. Oggi Saint-Etienne-du-Rouvray piange per l’ingiustizia di cui l’anziano è stato vittima. Ma piange ormai anche per una Francia ed un’Europa straziate dagli interessi di parte. Un Occidente che dimentico della propria cultura, del proprio orgoglio patriottico e delle proprie tradizioni, non ha nessuno strumento efficace da opporre al fondamentalismo islamico che ogni giorno guadagna sempre più terreno.


Parole vuote quelle pronunciate dalle autorità politiche ed istituzionali. Slogan senza contenuto pronunciati con l’infame obiettivo di tenere insieme un’Europa che fa acqua da tutte le parti. Si promette sicurezza, si dichiara lo stato di allerta, si dice ai cittadini di continuare a vivere come se niente fosse. Al massimo di riunirsi in date prestabilite per “manifestare” contro il terrorismo. Un po’ come sparare fiori davanti ad un cannone. 


Intanto, però, le frontiere restano aperte ed i flussi incontrollati di persone si muovono senza sosta verso e dentro l’Europa. Un’Europa che come unica risposta al problema Isis invia aerei e contingenti in Siria bombardando a più non posso, radendo al suolo città intere e facendo forse più danni di quanto non faccia lo stesso Stato islamico. Si ricordi a titolo esemplificativo il raid aereo compiuto qualche giorno fa sulla città di Aleppo in Siria dalle “nazioni democratiche”, che ha colpito quattro ospedali ed ha ucciso diverse persone, tra cui un neonato. È così che l’Occidente si difende dall’Isis. “La Francia conduce una politica schizofrenica”, scrive Michel Onfray, uno dei più noti filosofi europei, in un saggio edito recentemente in Italia con il titolo “Pensare l’Islam”. La politica francese rispetto al problema terrorismo è - secondo Onfray - “islamofoba all’esterno e filoislamica all’interno”. Espressione quanto mai sintetica e azzeccata. 


Con quattro parole il filosofo francese riassume l’agire della Francia, e di riflesso, dell’Europa negli ultimi mesi. I fatti accaduti recentemente nel cuore dell’Occidente dimostrano che lo Stato islamico non ha alcun interesse a colpire l’Europa ai suoi confini, perché è talmente addentrato e radicato sul suolo europeo che ha completa autonomia d’azione. L’Isis agisce dall’interno e fa esplodere quasi indisturbato le sue bombe forte del movimento incontrollato di persone che si spostano nell’area Schengen e che hanno dimostrato di sapersi muovere dal Belgio alla Francia, all’Italia, alla Germania, alla Turchia in meno di una settimana come se fossero dei fantasmi di cui nessuno scorge la minima parvenza. “Erano persone motivate”, ha raccontato una delle tre suore presenti nella Chiesa vicino Rouen. Oltre che guerrieri, insomma, si tratta di uomini guidati da una grande forza di volontà e da una fede incrollabile in quel fondamentalismo islamico a cui l’Isis chiaramente si ispira.


Gli slogan della politica dell’integrazione e del buonismo senza fine, nel frattempo, continuano ad essere diffusi dai principali canali di diffusione di questi nuovi “regimi democratici” che non hanno più a cuoreil popolo che li ha eletti, né le tradizioni dei loro padri, né l’identità della propria nazione. Ciò che conta si chiama spread, conto bancario, Pil, bond, inflazione, tassazione. Parole come persona, rispetto, dignità, dovere del cittadino, amor di patria sono ormai diventate obsolete e forse entreranno a breve nella nostra rubrica delle “Parole abbandonate” o quantomeno svuotate di significato. Assieme a loro, probabilmente finiranno anche le parole pilastro della civiltà europea ed occidentale: proprietà privata e cristianità.

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