Ultime Notizie

Dacca, cerimonia di omaggio alle vittime. Ed è giallo sul sesto attentatore.

Si è tenuta questa mattina in Bangladesh alle 6 ora locale (10 ora italiana) la cerimonia in memoria delle vittime della strage avvenuta lo scorso 1 luglio nel ristorante Holey Artisan. Un nome che oggi appare un presagio funesto di quanto è accaduto. Letteralmente, infatti, “Artisan” significa “artigiano”, mentre “Holey” sta per “pieno di buchi”. Gli stessi buchi che sono stati impressi sui corpi dei 20 ostaggi, crivellati di colpi o brutalmente sgozzati. La loro colpa è stata unicamente quella di non conoscere il Corano, secondo fonti della polizia locale che sta procedendo all’interrogatorio dei 13 sopravvissuti. Gli assalitori, infatti, hanno minuziosamente selezionato i musulmani chiedendo loro di recitare a memoria i versi del Corano. Chi è stato in grado di farlo ha avuto salva la vita. Ma 20 persone non ce l’hanno fatta. Tra questi, 9 italiani, 7 giapponesi e un americano. Anche due poliziotti sono rimasti uccisi nel blitz, assieme a sei terroristi. Soltanto uno di loro, il settimo, si è salvato ed è stato arrestato. Sul luogo della strage sono state rinvenute diverse armi da taglio artigianali e una pistola. Il Bangladesh ha dichiarato due giorni di lutto nazionale e durante la cerimonia funebre di questa mattina il premier, una donna, Sheick Hasina, ha deposto una corona di fiori su un piccolo palco in onore dei morti.


Ed è giallo sui sette aggressori. O meglio, cinque di loro sono stati identificati ed i loro nomi correlati di fotografie sono stati diffusi via Internet per facilitarne il riconoscimento ad amici e parenti. Riconoscimento che avverrà in via definitiva sia attraverso il test del DNA sia attraverso il monitoraggio ed il confronto del loro profilo Facebook. Tuttavia, gli attentatori uccisi sono sei. Perché, allora, sono stati diffusi soltanto cinque profili? Che ne è stato del sesto uomo? Secondo il quotidiano locale “Dhaka Tribune”, il volto mancante apparterrebbe al cuoco del ristorante bersaglio dell’attacco terroristico. Si tratterebbe del quarantenne Saiful Choukidar, la cui foto sarebbe stata diffusa con il nome di un altro attentatore dai media. Uno dei proprietari del ristorante ha affermato che “apparentemente Saiful è morto” e che “si sta cercando il suo cadavere”. Un cugino della vittima afferma, poi, a sorpresa: “quando siamo andati nell’obitorio del Combined Military Hospital (CMH) abbiamo scoperto il suo cadavere, ma le autorità stranamente non ce lo hanno voluto consegnare. E poi siamo rimasti molto sorpresi quando abbiamo visto la sua foto fra quelle degli attaccanti”.
Insomma, emerge un quadro ancora poco chiaro dell’accaduto. Ciò che è certo è che gli attentatori erano tutti bengalesi, istruiti e appartenenti a famiglie protestanti. Non poveri o disperati come molti credono. Poco chiaro è il movente e incerta l’organizzazione alla quale gli assalitori facevano riferimento. Il Bangladesh nega, infatti, che dietro l’attentato ci sia l’Isis e sostiene che i terroristi erano affiliati ad un gruppo locale di combattenti per la fede islamica. Non si escludono, tuttavia, possibili legami trans-nazionali con Al Qaeda o direttamente con lo Stato Islamico.
Intanto, il Parlamento italiano discute, tra non poche polemiche, se proclamare o meno il lutto nazionale.


Resoconto degli attentati dall’inizio del Ramadan:
21 maggio. Omar Mateen, attacca una discoteca ad Orlando. Pare fosse un lupo solitario che quella sera stessa aveva giurato fedeltà ad Al Baghdadi.
22 maggio. Larossi Abballa a Parigi uccide un poliziotto e sgozza sua moglie dopo avere urlato “Allah è grande”.
9 giugno. 30 morti in due attentati suicidi nei dintorni di Baghdad.
28 giugno. Attentato all’aeroporto Ataturk di Istanbul. Raffiche di kalashinikov e tre esplosioni. 44 morti e oltre 200 feriti. I tre attentatori provengono da Russia, Uzbekistan, Kirghizistan.
1 luglio. Strage di Dacca. 28 morti tra cui 9 italiani.
3 luglio. Camion-Bomba a Baghdad in Iraq. 165 morti e 225 feriti.

Il 21 maggio Mohammed Al Adnani, portavoce dello Stato islamico, aveva annunciato: “Rischiamo di perdere Falluja e Sirte, ma non per questo saremo meno forti”.

Intanto, in Europa è massima allerta.

Anna Rita Santabarbara

Prima Pagina on line (www.primapaginaonline.org) - Testata registrata al Tribunale di Bologna, pr. n. 8292 del 06/03/2013. Sito progettato da Templateism.com Copyright © 2011

Powered by Blogger.