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Dall’11 settembre 2001 al 14 luglio 2016: il terrorismo come terza guerra mondiale

Una lunga scia di terrore e sangue sta mettendo in ginocchio il nostro vecchio mondo. Al Qaida, Hamas, Isis e altre decine di gruppi continuano a mettere a ferro e fuoco il cosiddetto “mondo occidentale”.


Il nostro viaggio all’inferno inizia l’11 settembre del 2001. Sebbene ci fossero stati attacchi anche prima, l’11 settembre 2001 segna una svolta: gli Stati Uniti, e più in generale l’Occidente, si riscoprono deboli e senza difese. Saranno 2996 le vittime di quell’immensa tragedia. Cospirazione e coinvolgimento del governo americano contano poco, quel che conta è che quell’evento ha aperto la porta ai successivi attacchi terroristici. E a mano a mano, ci siamo abituati alle stragi, al sangue e ai corpi straziati.
11 marzo del 2004 (ancora il numero 11 che ritorna): una serie di attacchi terroristici di matrice islamica, coordinati al sistema di treni locali a Madrid, uccidono 191 persone e provocano 2057 feriti. La Brigata Abu Hafs al Masri, a nome di Al Qaida, si dichiara responsabile degli attentati di Madrid.


Negli ultimi due anni (e il 2016 è ancora in corso) vi sono stati almeno dieci attentati, tutti a firma del terrorismo islamico: attentati alla sede di Charlie Hebdo (Francia), al museo nazionale del Bardo (Tunisia), a Susa (ancora Tunisia), ad Ankara (Turchia), a Beirut (Libano), a Parigi (Francia), a Istanbul (Turchia), all’aeroporto di Istanbul-Atatürk (ancora Turchia), a Dacca (Bangladesh) e infine a Nizza, pochi giorni fa, ancora una volta in Francia, bersaglio preferito dei terroristi.
Solo negli attentati citati in questo breve articoli, si contano 3725 morti e 9920 feriti. Numeri da guerra. Perché siamo in guerra. Forse è proprio questa la Terza Guerra Mondiale. Una guerra diversa, non una guerra fatta da soldati, trincee, fronti e occupazioni, ma una guerra di bombe, esplosioni, terrore e angoscia. Non siamo al sicuro, nonostante gli sforzi e le dichiarazioni di ministri e presidenti delle potenze mondiali. Spesso sentiamo in tv e radio le rassicurazioni di personaggi politici e militari, ma la realtà è ben diversa. Nella realtà un autocarro Renault Midlum bianco, il 14 luglio, festa nazionale in Francia, dopo tutto quello che è già accaduto in Francia, può invadere un’isola pedonale e uccidere con estrema facilità ben 84 persone prima di essere fermato dalla polizia.


Com’è possibile tutto questo? Dov’è erano le forze di sicurezza?
Se lo scopo di tutti questi attacchi è creare terrore, direi che ci riescono in pieno. È inutile negare la realtà dei fatti, tutti noi possiamo trovarci coinvolti in uno di questi attacchi. Mentre siamo in vacanza, mentre prendiamo un aereo o un treno, mentre camminiamo sul lungomare.
Come si possono fermare questi criminali? Come si può mettere fine a questa lunga scia di terrore e morte?
La risposta non è semplice, e ai governi di tutto il mondo spetta il compito di trovarla. A noi tutti non resta che essere un giorno vittime e un giorno spettatori di questo difficile gioco di equilibrio che è il mondo del ventunesimo secolo.

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