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Esplode un'auto a Kiev, muore giornalista russo

Questa mattina il giornalista russo Pavel Sheremet è rimasto vittima dell'esplosione dell'auto su cui viaggiava nel pieno centro della capitale ucraina Kiev, poco dopo essere partito da casa sua.



L'auto esplosa non era di proprietà di Sheremet, ma della giornalista ucraina fondatrice del giornale on line Ukrainskaja Pravda, testata per la quale lavorava lo stesso Sheremet da parecchio tempo. La donna non era a bordo al momento dell'esplosione, ma non si esclude che l'obiettivo dell'attentato fosse proprio lei, a causa di alcuni suoi articoli molto critici nei confronti del governo ucraino.
La Ukrainskja Pravda è lo stesso quotidiano on line per il quale lavorava Georgij Gongadze, rapito ed eliminato in Ucraina nel 2000 dagli uomini del dittatore Leonid Kuchma.
Anche Sheremet, tuttavia, potrebbe essere stato un obiettivo perché era nato a Minsk, capitale della Bielorussia, e secondo il New York Times era da sempre considerato un giornalista dal presidente bielorusso Aleksandr Lukashenkho. Il reporter era stato arrestato nel 1997 mentre preparava un'inchiesta giornalistica in Ucraina e rilasciato solamente dopo le pressioni del governo russo.


Le autorità di Kiev si sono affrettate a condannare il gesto e le forze di sicurezza stanno indagando a tutto campo per capire chi sia il responsabile dell'attentato; dalle prime analisi sembra che l'esplosivo sia stato messo sotto il sedile dell'auto. Un portavoce della polizia ha dichiarato: “Stiamo facendo il possibile per raccogliere tutte le prove utili. Stiamo perlustrando attentamente la scena del crimine. Al momento non possiamo escludere nessuna ipotesi”.
Il Presidente ucraino Petro Poroshenko con un post sul suo profilo Facebook ha condannato l'accaduto scrivendo: “ I colpevoli della brutale uccisione del giornalista Pavel Sheremet devono essere severamente puniti”.
Non è la prima volta che in Ucraina i giornalisti vengono brutalmente falcidiati per le loro idee e le associazioni per la libertà di stampa hanno espresso il loro sdegno per tutte le restrizioni a cui blogger e giornalisti sono sottoposti nel Paese dell'est Europa.

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